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Milano

Novembre 13, 2014

Young, Creatives, at work – Antigone

La creativa che fa mille lavori: progettista, docente, consulente, imprenditrice… e mamma.

Antigone Acconci, 36 anni, è una designer toscana che ha fondato insieme al compagno Riccardo Bastiani lo studio di progettazione A/R. Oltre all’impegno nello spazio che ha creato, collabora come libera professionista con altri studi di design di interni e di prodotto e insegna allo IED. In più, cresce due splendidi bimbi. «Ma non credo di essere una grande donna di business: molte delle mie scelte sono più dettate da esigenze progettuali e creative che da logiche commerciali»

Come Antigone, ogni anno più di 500 giovani creativi scelgono un master IED e in un percorso intenso tra lezioni, testimonianze e progetti in collaborazione con le aziende, studiano, imparano, sperimentano con tenacia ostinata, dedizione e passione. Oggi molti di loro sono attivi nel mondo del lavoro. Alcuni hanno aperto startup, altri lavorano da freelance, altri ancora si fanno spazio nelle imprese. Tutti uniscono impegno, determinazione, capacità di darsi obiettivi e raggiungere traguardi.

Leggi la storia di Antigone, ex studente master IED, intervistata da Maurizio Di Lucchio.

Definire la propria identità in una sola professione ormai è un privilegio per pochi. Che sia per esigenza o per libera scelta, ci stiamo abituando a una società in cui ogni individuo può fare più lavori contemporaneamente. E, perché no, essere felice. Lo dimostra la storia di Antigone Acconci, una creativa lucchese di 36 anni che è capace di moltiplicare la propria vita professionale facendo, allo stesso tempo, la consulente di design di interni e di prodotto per vari studi di progettazione, la docente allo IED, la progettista nello studio che ha fondato insieme al compagno Riccardo Bastiani, A/R Studio, e la madre di due splendidi bimbi. «Sono una mamma che lavora e che non ha mai smesso di lavorare: se ci si scollega completamente si fanno passi indietro», dice Antigone.

La molla che la spinge a essere così attiva è la voglia di coniugare il bisogno di libertà creativa e la necessità di adattarsi al mercato. Il luogo in cui esprimersi senza vincoli è il suo laboratorio di design. «È una finestra sulla creatività: abbiamo fatto in modo che non fosse questo il nostro traino economico e lo abbiamo costruito, pian piano, come uno spazio in cui sperimentare ciò che ci interessa e farci conoscere per i nostri progetti più che organizzarlo come un’azienda vera e propria».
Quella di Antigone, quindi, è un’impresa sui generis: qui, la corsa al profitto passa in secondo piano. «Ci siamo fatti conoscere partecipando a manifestazioni come Salone Satellite a Milano e a vari concorsi di design: ne abbiamo anche vinto qualcuno. E in parallelo facevamo attività da freelance presso altri studi». Lavorare a progetti vicini alla propria sensibilità senza snaturarsi ha portato Antigone e Riccardo a una certa notorietà. «Con le nostre creazioni collaboriamo con gallerie d’arte, partecipiamo a mostre, facciamo design concettuale. E spesso siamo anche “coccolati”dalla stampa».
Al momento, buona parte della produzione dei due si concentra sulla progettazione di fantasie per tappeti e di complementi d’arredo. «Adesso stiamo facendo molto textile, anche perché io, per formazione, sono molto focalizzata sul bidimensionale. In più, stiamo lavorando con una startup, Mingardo, di un ragazzo di 25 anni che è partito dall’officina di carpenteria metallica di famiglia e ha trasferito questo know-how per un piccolo marchio che lavora con le specificità dei metalli. Per loro abbiamo disegnato varie cose tra cui una libreria e dei portacandele». In quanto co-fondatrice di A/R Studio, Antigone è anche un’imprenditrice. Eppure, precisa, «non credo di essere una grande donna di business: molte scelte sono più dettate da esigenze progettuali che da logiche commerciali». Ma se da una parte c’è la necessità di esprimersi in libertà, dall’altra si deve anche puntare a entrate più stabili assecondando i gusti del mercato. È anche per questo che subito dopo la laurea in architettura a Firenze e l’apertura di A/R, nel 2003, Antigone (che fa anche parte del collettivo di progettisti Padiglione Italia) ha sempre portato avanti l’attività di libera professionista e ha fatto esperienze in varie realtà legate al design e alla grafica.
«Tra i designer è molto diffuso combinare l’impegno in un proprio studio con alcune consulenze part time». Nel 2005, per esempio, lavora un anno e mezzo in un’agenzia di comunicazione in cui si occupa sia di interior design che di eventi. Dal 2008 al 2012 è il braccio destro di un designer molto noto, Diego Grandi. Ma l’esperienza che più di ogni altra contribuisce a creare in Antigone questa attitudine alla sovrapposizione di più lavori è il Master in Packaging Design allo Ied. «Era il 2004, mi trasferii a Milano per iscrivermi a questo corso, che dopo fu assorbito dal Master in Product Design (un tempo si chiamava Packaging Design), e da allora non me non sono più andata da questa città».
La passione per il design, Antigone ce l’aveva da sempre. Ed è la scelta dello IED a consacrarla e indirizzarla verso un approccio pragmatico e orientato al lavoro. «Una cosa molto interessante era che non ti confrontavi soltanto con i docenti dal punto di vista didattico ma anche con aziende vere che, dopo il master, potevano anche diventare tue clienti. Lì mi sono trovata per la prima volta di fronte ai responsabili marketing e comunicazione di compagnie che mi trattavano come una professionista a cui si propone un brief di progetto». Ma il contatto con il mercato, per una come Antigone, non è sufficiente. Per sentirsi una designer a tutto tondo, le occorre completare la sua formazione. «Quei mesi mi hanno aperto le frontiere della grafica. E ho sviluppato ancora di più la caratteristica che più mi aiuta ad analizzare le tendenze: la curiosità».
A formarla sono anche gli incontri e il contesto internazionale. «Allo Ied ho conosciuto Paolo Deganello, uno dei designer storici dell’avanguardia italiana, che annovero tra i miei grandi maestri. Poi, a livello umano, mi ha fatto crescere tanto il fatto di stare a contatto con studenti provenienti da ogni parte del mondo e di parlare in italiano, inglese, spagnolo… Io infatti dico sempre che il mio Erasmus l’ho fatto a Milano». L’Istituto europeo di design, insomma, è entrata a far parte di lei. Al punto che adesso, allo IED, Antigone fa anche la docente e coordina le tesi dei corsi triennali. «Se considero il mio percorso con lo studio A/R, i miei lavori da designer autonoma e la mia esperienza con la scuola, credo di aver creato un orticello in cui ho seminato molto e in cui sto raccogliendo i primi frutti. Ma c’è ancora molto da raccogliere. Anzi, moltissimo».