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Milano

Giugno 5, 2018

Alla Graduate Fashion Week londinese c’è anche IED Milano

La paura della gravidanza, delle deformazioni del corpo femminile che essa porta con sé, la paura del parto. È la Tocofobia il leitmotiv dell’omonima collezione di Rebecca Paganini, alumna IED Moda Milano selezionata per sfilare mercoledì 6 giugno a Londra nell’ambito della Graduate Fashion Week d’Oltremanica, il più grande evento al mondo dedicato ai migliori neo fashion designer internazionali da 51 università in 22 paesi. Quattro giorni di esposizioni, passerelle, premiazioni (oltre 30 i riconoscimenti in totale da assegnare) al London Old Truman Brewery per puntare i riflettori sulle stelle future delle moda, con particolare attenzione al “considered design”, alla moda sostenibile.

IED Milano, con Rebecca Paganini, sfilerà nell’ambito dell’International Catwalk Competition (fashion show dedicato alle università di paesi altri rispetto al Regno Unito), ed è candidata al prestigioso Swarovski International Fashion Award, premio che sarà assegnato ad una collezione uomo, donna o mista che rifletta chiaramente eccezionali capacità creative, di design, taglio, fattura, uso di colore e tessuti. Nello specifico, la giuria di esperti ne valuterà il look innovativo, l’eccellente uso di tessuti e materiali, i volumi, l’impatto in passerella.

Nella collezione di laurea presentata da Rebecca – 23 anni, parmigiana di nascita e riminese di crescita, diplomata a luglio 2017 in Fashion Design – gravidanza e nascita assumono la densità e la debolezza di un evento patologico in cui il corpo si dilata e si altera, il trauma non si supera. Il tema diventa mobile tessitura formale: le maglie si allargano, si rimettono in ordine attraverso punti di sutura, si aprono, arricciandosi e trasformandosi in bizzarrie decorative. Il risultato è il disequilibrio: sfuggente tensione fra percezione del cambiamento e gioia del disordine.

L’intento della giovane Fashion Designer IED Milano è quello di accrescere la consapevolezza di questa paura per definirla con colori allegri in modo da superarla. “Nello sviluppo di una collezione mi interessa soprattutto l’analisi delle deformazioni che modificano i corpi rendendoli sublimi – racconta Rebecca. Come fonte di ispirazione uso l’effetto disturbante che questo processo di deformazione suscita e che può essere sviluppato ed espresso attraverso l’uso di codici della pop art.”