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Milano

Maggio 3, 2018

IED DONA LA POTENZA DI CALCOLO DEI PROPRI COMPUTER PER LA RICERCA MEDICA

“Se tutte le aziende si unissero a noi creeremmo il più grande network benefico dedicato al supporto della ricerca”.

Da qualche sera, i pc di IED al termine delle attività didattiche non si fermano più e, grazie a un software open source (BOINC: Berkeley Open Infrastructure for Network Computing), lavorano tutta la notte in favore di Rosetta@home, istituto di ricerca americano che si occupa di prevedere la struttura tridimensionale delle proteine e le interazioni tra di esse.

A permettere a IED di donare la potenza di calcolo dei suoi computer per scopi scientifici –  prima università al mondo ad aver installato un software specifico e certificato con questa finalità – è il principio del calcolo distribuito, tecnologia attraverso la quale è possibile mettere a disposizione il potenziale inutilizzato di qualunque pc in modo sicuro e senza alcun investimento. Un sostegno concreto alla ricerca, poiché in grado di supportare progetti scientifici riducendo sensibilmente i tempi di lavoro dei ricercatori che altrimenti potrebbero impiegare anni per la soluzione di calcoli complessi. “Il tempo è fondamentale per curare” ha sottolineato Corrado Musso Responsabile di neurochirurgia dell’ospedale Humanitas Cavazzeni di Bergamo.

Il progetto promosso da Y&R Italia e sposato da IED si chiama BLOCKCHAIN FOR LIFE e si muove esattamente in questa direzione. La scelta di Rosetta@home come destinatario non è casuale: rafforzare la ricerca in questo campo può consentire ai ricercatori di definire quali proteine sono utili alla cura di numerose malattie come AIDS, Cancro, Malaria o Morbo d’Alzheimer.

«I giovani sono il centro del nostro mondo, li prepariamo al futuro professionale ma sentiamo il dovere di fare di più per cercare di migliorare la loro vita, la vita di tutti! Per questa ragione abbiamo scelto di aderire a BLOCKCHAIN FOR LIFE mettendo a disposizione le risorse che abbiamo, cioè i nostri computer. Contribuire alla ricerca con BLOCKCHAIN FOR LIFE non comporta alcun costo: se tutte le aziende si unissero a noi, donando il tempo inutilizzato dei propri computer ad una nobile causa, creeremmo insieme il più grande network benefico. La ricerca acquisirebbe un potere mai visto prima. E questo, a qualcuno, potrebbe davvero cambiare vita» ha commentato Elena Sacco, Direttore della Scuola di Comunicazione di IED Milano.