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Milano

Ottobre 19, 2016

Paylance tutela il lavoro dei freelance

Il futuro è dei freelance?
Nel panorama della gig economy, questa possibilità si profila all’orizzonte portando con sé numerosi interrogativi ai quali, da diversi anni, ACTA in Italia e la Freelancers Union (FU) negli Stati Uniti cercano di rispondere, svolgendo azioni di difesa dei lavoratori indipendenti, soprattutto in merito a una delle questioni più spinose: il ritardo nei pagamenti.

La Nuvola del Lavoro del Corriere della Sera definisce l’argomento con l’hashtag #creditoamaro, in un’inchiesta a puntate in cui, tra testimonianze e dati, cita Paylance tra le soluzioni che garantiscono ai creativi freelance trasparenza e rispetto degli impegni economici. Paylance è il sistema ideato da Paolo Ertreo per tutelare chi lavora nel mondo delle Arti Visive contro il rischio di consegnare gratuitamente il proprio materiale.

Paolo si è diplomato nel 2008 nel corso di Illustrazione e Animazione della Scuola di Arti Visive di IED Milano e, dopo varie esperienze di lavoro in Italia, si è trasferito prima in Florida e poi a San Francisco, dove è entrato in contatto con i professionisti della Silicon Valley.
Della sua esperienza in IED, ricorda: «sono stati 3 anni emozionanti, in cui ho iniziato a realizzare il sogno di essere un professionista creativo. IED è un grande incubatore di talenti e io sentivo che le cose per noi giovani con tanta voglia di fare erano a portata di mano, grazie agli strumenti forniti dalla Scuola (partnership con aziende, aule computer, software, incontri di valore, professori incredibilmente preparati e sul campo). Il mio primo lavoro creativo è arrivato grazie al Career Service e mi ha permesso di acquisire le skills di cui ho beneficiato quando mi sono trasferito negli USA».

Per creare Paylance, Paolo si è ispirato al successo dell’automatizzazione dei pagamenti di Uber e Airbnb e ha avuto l’idea dopo una serie di esperienze negative vissute in prima persona e raccontate da altri giovani designer freelance.
Il sistema è facile da usare: l’utente carica i file che vengono segnati con un watermark; il cliente ne vede l’anteprima e può scaricare il materiale solo dopo aver pagato.
Per il momento la piattaforma è attiva solo negli Stati Uniti ma il team è al lavoro per svilupparne anche la versione italiana, che con buone probabilità sarà online dal 2018.