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Milano Roma

dicembre 10, 2019

Un anno di Awards nella comunicazione

Dal premio come migliore scuola creativa d’Italia al primo premio e al Gran Prix (vinto da IED Roma) agli Spot School Awards; dalle Pencil vinte ai D&Ad di Londra ai Clio Awards e ai The Young Ones Student Awards newyorkesi; dall’unica rappresentanza italiana alla Roger Hatchuel Academy fino agli ori dell’Art Directors Club

Quello che si appresta a chiudersi è un anno da record per gli studenti dell’Area Comunicazione IED,  sulla scia di un 2018 altrettanto soddisfacente. I progetti realizzati nei corsi Triennali, Master e di Specializzazione candidati ai maggiori concorsi nazionali ed esteri hanno permesso di conquistare in totale, nel 2019, ben 10 premi in Italia e 6 a livello internazionale (tra progetti delle sedi IED di Milano e di Roma), e di ottenere diverse menzioni, tra cui il ”Best School Trophy”, ossia il Premio a IED Milano come Migliore Scuola Creativa in Italia per il secondo anno consecutivo.

Ritengo oggi di poter dire che il livello di preparazione per i corsi undergraduate, formazione continua e master stia raggiungendo leccellenza – conclude Elena Sacco, Direttore della Scuola di Comunicazione IED Milano -. Questo è il frutto della visione e del lavoro incessante che la nostra grande squadra sta portando avanti con passione attraverso la programmazione didattica, il supporto dei migliori professionisti come docenti e il talento dei nostri studenti. Non posso che dire grazie per la soddisfazione immensa che stiamo provando”.

Gli studenti e alumni IED autori delle progettazioni vincenti sono stati celebrati – insieme ai docenti, ai tutor e agli assistenti alla didattica che li hanno seguiti – in un evento dedicato in IED Milano, alla presenza di Vicky Gitto, Presidente di ADCI (Art Directors Club Italiano). “Le nuove generazioni di creativi, anche per il grande lavoro che viene fatto dalle scuole e dai professionisti che qui operano, hanno ormai un livello di affinamento del pensiero e di qualità esecutiva che ci parametra senza alcun tipo di timore reverenziale ai picchi più alti di creatività internazionale. Una volta, ciò per motivi culturali non avveniva: lItalia ha sempre avuto un tipo di comunicazione che funzionava nellItalia stessa, ma che difficilmente riusciva a rompere il muro di indifferenza di una cultura più internazionale e a travalicare questi confini. Oggi i giovani sviluppano delle case straordinarie sia dal punto di vista esecutivo sia del concept, riuscendo a rompere queste barriere e creando dei progetti rilevanti anche per uno standing internazionale – commenta Gitto, che conclude, rivolgendosi ai giovani talenti IED premiati -: la creatività è una pasta magica che avete tra le mani, ovunque vi troviate. Gestitela con grande senso di responsabilità e investite nella sua evoluzione”.

“La qualità e la creatività sono, e continueranno ad essere, il cuore di tutto quello che facciamo con i nostri studenti. Questi risultati, che ci riempiono d’orgoglio, confermano come IED sia sempre di più un punto di riferimento per il talento”, aggiunge il Coordinatore della Scuola di Comunicazione IED Roma Lorenzo Terragna.

I PROGETTI VINCENTI

Read stories not title (progetto per The Times e The Sunday Times agli ADCI Awards); If you love it, steal it (campagna per Heinz ai Clio Awards); Love dealers (concept per Durex vincente ai D&AD Awards di Londra, che punta a rendere il profilattico un qualcosa di cool presso i giovani perché “proibito”), The binge walking (campagna per Netflix che punta a contrastare il rischio obesità legato alla visione “bulimica” di serie tv). Da alcune delle idee IED premiate ai concorsi emerge con evidenza una grande semplicità e schiettezza nell’idea, senza rinunciare a una certa dose di provocazione e al fare leva sull’esperienza (diretta o indiretta) del pubblico.

“Non è una regola in assoluto, ma nella maggior parte dei casi funziona veramente così, l’idea vincente è la più semplice. Se non riesci a raccontare la tua idea con poche parole, difficilmente è quella giusta commenta Lorenzo Picchiotti, Executive Creative Director di DUDE e docente IED che ha seguito diversi gruppi di studenti premiati -. Questo vale in generale nel nostro mestiere, ma a maggior ragione quando si parla di progetti fatti da studenti per questo tipo di concorsi. In questi casi il progetto viene valutato da una giuria che guarda centinaia di case, una dopo l’altra, e hai solo due minuti di tempo per imprimerti nella loro testa. L’unica soluzione è andare dritto al punto nella maniera più semplice e memorabile possibile”.

Ad emergere – come si evidenzia anche dalle campagne vincenti realizzate per Caritas Italiana (da #nonlavartenelemani a L’arma migliore per cambiare il mondo è l’informazione, con cui un team di studenti IED Milano e uno da IED Roma hanno vinto rispettivamente un Oro e un Grand Prix agli Spot School Awards) – è anche una certa capacità della Generazione Z di riflettere e di provare a rispondere creativamente a problematiche importanti e di ampia portata: il sesso sicuro, la salute cardiovascolare, l’approfondimento nell’uso dell’informazione, il contrasto alla diffusione delle armi, suggerendo in questo caso anche l’idea che in qualche modo siamo tutti colpevoli dei conflitti nel mondo.

Mi sembra che la generazione Z viva purtroppo di un po’ di pregiudizi da parte delle generazioni precedenti – prosegue Picchiotti -. I brief di questi concorsi, anche se legati a grossi brand, hanno spesso tematiche sociali o di utilità pubblica più che finalità puramente commerciali, e devo dire che in questi anni ho sempre trovato studenti molto coinvolti e partecipi. Soprattutto quando si parla di tematiche che li coinvolgono da vicino, come l’odio sui social, il bullismo o il sesso sicuro.