Il mondo che ci circonda è instabile, iperconnesso, attraversato da contraddizioni e accelerazioni: le notizie ci travolgono, le crisi si moltiplicano, e l’intelligenza artificiale si insinua in ogni aspetto della nostra vita, trasformando il modo in cui apprendiamo, progettiamo, ci relazioniamo. 

Siamo costantemente connessi attraverso schermi, feed e reti, eppure spesso ci sentiamo soli. I nostri telefoni sono un’estensione delle nostre mani, eppure ci sentiamo disconnessi dal nostro corpo, dagli altri e dall’ambiente intorno a noi

In questa confusione si nasconde un’opportunità straordinaria, perché è proprio quando le cose sono instabili che emergono nuove forme di creatività e collaborazione, e il design diventa un mezzo attivo di sopravvivenza e immaginazione, capace di connettere e attivare diverse forme di intelligenza ed esplorare nuovi modi di cooperare tra — e oltre — gli esseri umani. 

L’intelligenza artificiale, in questo contesto, non è solo una tecnologia: è un ambiente cognitivo, un agente progettuale, un interlocutore da comprendere e con cui co-creare esplorandone le implicazioni etiche, ecologiche, sociali e culturali. Non per adattarsi al cambiamento, ma per abitarlo consapevolmente. 

Per orientarsi in questo scenario, IED apre spazi di riflessione e sperimentazione come IED SQUARE: una piattaforma transdisciplinare in cui studenti, docenti, esperti e creativi si incontrano per interrogare il presente e immaginare il futuro.  

Da Milano a Roma, da Torino a Cagliari, IED Square 2025 propone una serie di incontri che mettono al centro il dialogo tra umano e non umano, tra dati e identità, tra emozioni e algoritmi. Un invito a esplorare nuove forme di intelligenza – individuali, collettive, artificiali – e a ripensare il progetto come spazio aperto, inclusivo e trasformativo. 

Ogni sede IED contribuisce con una prospettiva unica. 

A Milano, si ripensa il progetto includendo il non umano come partecipante attivo, immaginando ecologie progettuali inclusive tra umani e intelligenze “more than human”. 

A Roma, si esplora come l’IA influenzi apprendimento, identità ed emozioni, interrogando il ruolo dell’immaginazione e della consapevolezza nell’educazione contemporanea. 

A Torino, si riflette su come dati e intelligenza artificiale possano costruire comunità resilienti, affrontando bias e invisibilità nei nostri spazi digitali. 

A Cagliari, si immagina l’AI come linguaggio condiviso tra umano e natura, un nuovo ecosistema capace di ascolto, responsabilità e co-progettazione ambientale. 

 

Scopri chi sono i relatori

Damiano Gui

Head of Experience Design presso Havas CX

Alessandro Masserdotti

Filosofo e Interaction Designer

Fabiola Nardecchia

UX Director - Jam3

Valentina Conte

Architetto e Project Manager

Lorenzo Manera

Ricercatore in Estetica presso il dipartimento di Educazione e Scienze Umane, Unimore

Andrea Colamedici - Maura Gancitano

Filosofi e Scrittori

Alessandra Covini

Architetto

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