Da Gaza e dall'Ucraina verso il futuro: le storie di Fatena e Olha, due giovani donne fermate dalla guerra, grazie a Changemaker Scholarship tornano a costruire la propria strada e ripartono dal design.
Data
30 ottobre 2026
Da Gaza e dall'Ucraina verso il futuro: le storie di Fatena e Olha, due giovani donne fermate dalla guerra, grazie a Changemaker Scholarship tornano a costruire la propria strada e ripartono dal design.
Dietro alle storie di due giovanissime designer – Fatena Mohanna e Olha Serpionova - c'è la Changemaker Scholarship Programme Partnership siglata fra l’Istituto Europeo di Design, insieme alla Fondazione Francesco Morelli, e TSH Talent Foundation destinata a sostenere talenti che si trovano in condizioni di fragilità, di rifugiati o di recente immigrazione, con accesso limitato a risorse economiche formative, sociali, sanitarie o che si trovano nelle condizioni di studente universitario di prima generazione, quindi il primo della propria famiglia a laurearsi.
Fatena e Olha, grazie al Changemaker Scholarship Programme, sono state selezionate per frequentare l’anno accademico IED 2026/27. Le due ragazze non si conoscono, e le loro storie sono partite da luoghi e – purtroppo – anche da guerre diverse. Le accomuna il provare a “ripartire” dal design nel momento più difficile: entrambe hanno ricevuto una borsa di studio che copre per intero il costo dei rispettivi percorsi di formazione nelle sedi IED di Roma e di Firenze, oltre a un anno di accomodation nei The Social Hub di Roma e Firenze, e il programma olistico Scholar Journey sostenuto da TSH Talent. Un aiuto concreto, quindi, insieme alla possibilità di riscatto.
La partecipazione di IED al Changemaker Scholarship Programme testimonia un impegno ad agire per un futuro più inclusivo e ricercare la sostenibilità come approccio progettuale. Per IED progettare significa, infatti, assumersi la responsabilità dell'impatto che ogni scelta può avere sulle persone, sulle comunità e sull'ambiente. L'obiettivo è formare professionisti capaci di guidare trasformazioni positive, consapevoli delle interconnessioni tra sistemi naturali, culturali, sociali ed economici.
Fatena Mohanna è nata a Gaza, ha studiato Software Engineering e si è poi appassionata in UX/UI Design e del rapporto tra uomo e tecnologia al fine di costruire strumenti digitali progettati per le persone. Con lo scoppio della guerra ha iniziato a documentare quello che succedeva intorno a lei, restando in contatto con giornalisti italiani per raccontare quello che i suoi occhi vedevano ogni giorno e realizzando servizi trasmessi da programmi RAI. La guerra ha però interrotto per tre anni un percorso di studio e di crescita professionale. Oggi è in Italia, sta imparando l'italiano e tornerà a studiare quello che ama frequentando il Master in User Interface Design & AI in IED Roma.
«Ho iniziato a studiare UX design da sola, a Gaza, guardando video su YouTube e cercando tutto il materiale che riuscivo a trovare online. Non è stato semplice: a volte avevamo soltanto quattro o sei ore di elettricità al giorno e dovevo organizzarmi in base a quelle. Studiavo Software Engineering, ma avevo capito che non volevo soltanto scrivere codici. Mi interessava trovare soluzioni che potessero essere davvero utili nella vita delle persone. Poi è arrivata la guerra e ho dovuto interrompere questo percorso. Oggi poter tornare a studiare significa riprendere un concetto in cui credo molto: progettare qualcosa che ci renda di nuovo umani. Sono sicura che ci siano molte persone che si sentono come me, come se ormai fossimo tutti dei prodotti e strumenti al servizio di una nuova vita dominata dalla tecnologia. Vorrei contribuire a sviluppare invece una tecnologia attenta alle persone, non per me stessa, ma per le generazioni che verranno dopo di me», racconta Fatena Mohanna.
Olha Serpionova è ucraina. A causa della guerra, già presente in una parte del suo paese, si è trasferita sette anni fa in Italia dove ha frequentato le scuole superiori e ha imparato l’italiano. Dopo il diploma ha scelto di studiare design della comunicazione in IED e, insieme a una compagna di corso, ha realizzato una ricerca sulla libertà di espressione online — un tema che, non a caso, la riguarda da vicino. Grazie al Changemaker Scholarship Programme ha iniziato il terzo anno del corso in Design della Comunicazione in IED Firenze, senza dover interrompere il suo percorso, nonostante la guerra abbia duramente segnato la sua famiglia.
«Studiare in IED è stata una scelta importante, ma anche un impegno economico per la mia famiglia. Mia mamma ha sempre cercato di fare tutto il possibile per permettermi di continuare gli studi, anche quando si è ritrovata a dover affrontare tutto da sola. Io spesso mi sono ritrovata a chiedermi come avrebbe fatto a sostenere tutte le spese. Questa borsa di studio mi ha dato prima di tutto tranquillità: oggi posso concentrare tutte le energia sulla mia formazione. Sapere di poter contare su una borsa di studio, sui workshop e sulle opportunità offerte dal programma di TSH Talent Foundation mi dà ancora più motivazione per affrontare quest'ultimo anno e costruire il mio futuro professionale», racconta Olha Serpionova.
Foto di Fatena Mohanna.