IED Roma esplora come il design possa supportare la vita umana su altri pianeti.

IED Roma ha avviato un gruppo di ricerca per esplorare in che modo il design possa supportare la vita umana nella costruzione di comunità stabili su altri pianeti. Nell’arco di due anni, studentesse e studenti dei corsi di Interior Design, Product Design, Graphic Design, Media Design, Fashion Design e Illustrazione hanno sviluppato progetti sperimentali indagando il ruolo del design in alcuni degli ambienti più ostili che si possano immaginare: la Luna, satellite della Terra, e Marte, il pianeta rosso, considerato la migliore alternativa per sostenere la vita umana all’interno del Sistema Solare.

Da un punto di vista ontologico, estendere l’approccio progettuale a contesti tradizionalmente dominati da ingegneria, fisica o biologia significa ridefinire la natura stessa della sfida. Nel momento in cui immaginiamo di inviare nello spazio non solo macchine — rover, robot o lander — ma anche esseri umani, emerge con chiarezza la necessità di una concezione user-centered. Finora le stazioni orbitali come la ISS sono state progettate principalmente come macchine hi-tech, nelle quali sono le persone ad adattarsi per poter sopravvivere. L’enorme sforzo tecnologico ha privilegiato la funzionalità, relegando spesso il comfort degli astronauti a esigenza secondaria, se non opzionale.

Perché immaginare habitat nello spazio?

Se però iniziamo a pensare a una presenza umana stabile e di lungo periodo sulla Luna o su Marte, un approccio centrato sull’utente diventa tanto cruciale quanto lo sviluppo scientifico e tecnologico. Il design non riguarda soltanto la forma di spazi, oggetti o servizi: orienta anche comportamenti, movimenti, mentalità e benessere. Definisce il modo in cui i nostri corpi e le nostre menti agiscono nello spazio. In questo senso, il ruolo del design in ambienti così radicalmente diversi dalla Terra è fondamentale, perché contribuisce a guidare quello che potrebbe rivelarsi il prossimo salto evolutivo per l’umanità.

Una nuova era spaziale

Stiamo vivendo un nuovo capitolo dell’esplorazione dello spazio. Diversamente dalla corsa alla Luna in piena Guerra Fredda, oggi l’obiettivo non è soltanto raggiungere lo spazio, ma creare una presenza umana stabile oltre la Terra. Le aziende private stanno entrando in un ambito un tempo riservato alle superpotenze, e la sfida non è più esclusivamente tecnologica. Quando si tratta di robot e macchine, è una questione di ingegneria; quando si tratta di persone, è inevitabilmente anche una questione di design: come viviamo, lavoriamo e prosperiamo in ambienti completamente nuovi.

Innovazione che ritorna sulla Terra

Lo sforzo per raggiungere la Luna negli anni Sessanta e Settanta ha generato una quantità di innovazioni che hanno trasformato la vita quotidiana — dalla diagnostica per immagini ai tessuti tecnici per l’abbigliamento sportivo. L’esplorazione spaziale è sempre stata un motore di progresso, e questa nuova era non farà eccezione. La tradizione del Made in Italy nella creatività, nella tecnologia e nel design ha il potenziale per giocare un ruolo di primo piano nel definire le soluzioni di domani, sia nello spazio sia sulla Terra.

Sostenibilità come unica scelta

La celebre fotografia Earthrise ha rivelato all’umanità la fragilità del nostro pianeta blu, sospeso nel vuoto dell’universo. Oggi, immaginare la vita sulla Luna o su Marte — luoghi privi di acqua, aria e protezione naturale — significa progettare per la sopravvivenza in contesti in cui la sostenibilità non è un’opzione, ma l’unica strada possibile. Forse è proprio questo il significato più profondo di questa ricerca: imparare a vivere su altri pianeti per capire come salvare la Terra.

Un archivio aperto

Questa piattaforma nasce come archivio aperto, raccogliendo gli esiti di due laboratori di design: Moonlife e Marslife. Riunisce i lavori di studenti e docenti che hanno esplorato il ruolo del design nella costruzione di un’esistenza umana multi-planetaria, arricchiti dai contributi di pensatori, filosofi, ingegneri, astrofisici e nutrizionisti. L’archivio documenta un ampio spettro di idee — dal pragmatico al radicale — tutte orientate a interrogarsi su come potremmo vivere oltre la Terra. Più che un semplice deposito, è una piattaforma di dibattito, che invita a riflettere su come il design possa non solo rispondere alle sfide tecnologiche e scientifiche, ma anche guidare le dimensioni culturali, sociali ed emotive del nostro futuro condiviso nello spazio.

Una piattaforma di ricerca sviluppata presso lo IED – Istituto Europeo di Design di Roma, incentrata su spazi, oggetti e servizi che mettono i fattori umani al centro dell'industria spaziale.