Data

09 luglio 2018

Il WeAr Festival: Esplorando l'innovazione e le possibilità del connubio tra moda e tecnologia per un futuro fashion-tech

Le tecnologie che consentono di utilizzare una stampante 3D nel campo della moda, personalizzare capi d’abbigliamento con LED o effetti sonori e realizzare un ricamo con fili luminosi non appartengono più a un futuro troppo lontano. Obiettivo del WeAr Festival è presentare le ultime novità dell’universo della moda.

“La moda è sempre stata caratterizzata da un processo di rivoluzione costante e oggi può avvalersi anche dell’apporto della tecnologia”, spiega Alexandra Farah, giornalista ed editorialista di moda e ideatrice del WeAr Festival, evento giunto alla terza edizione che si tiene presso la sede di IED São Paulo.

L’obiettivo principale del progetto è riunire ricercatori di wearable – dispositivi indossabili –, in grado di apportare miglioramenti al corpo umano grazie alla tecnologia. Non è fantascienza: questo concept viene infatti già utilizzato in dispositivi come apparecchi acustici o pacemaker.

“I dati digitali devono essere trasformati in realtà, perché l’abbigliamento ha ragione di esistere solo nel mondo fisico. Le informazioni virtuali faranno parte dell’abbigliamento”, spiega la creatrice, citando le tecnologie già esistenti, come i pantaloni termici o i modelli per ridurre la cellulite.

Secondo Alexandra, uno dei settori in cui i wearable possono svolgere un ruolo importante è quello sanitario. “In caso di mal di schiena, per esempio, è possibile utilizzare una camicia dotata di un dispositivo meccatronico per correggere la postura, evitando un uso eccessivo di farmaci”, ci ha raccontato.

Il concept del festival si estende a tutta la tecnologia che ha a che fare con la moda, quindi non riguarda soltanto il prodotto finito. È il caso delle nuove materie prime create in laboratorio, come i tessuti biodegradabili e la seta al grafene. I processi di produzione possono inoltre avvalersi di metodologie alternative grazie alle stampanti 3D o all’aiuto di robot capaci di tagliare, cucire e confezionare.

L’ideatrice di WeAr afferma inoltre che le scuole svolgono un ruolo fondamentale nelle attività formative nel settore della moda: “Una delle preoccupazioni del festival è puntare all’innovazione e offrire una giornata per fare il punto della situazione su ciò che viene realizzato”, ha spiegato.

Autrice: Gabriela Nunes

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