Cosa accade quando riconosciamo l'intelligenza dei materiali e impariamo a lavorare con essa in modo responsabile, collettivo e condiviso?
Data
11 settembre 2026
Cosa accade quando riconosciamo l'intelligenza dei materiali e impariamo a lavorare con essa in modo responsabile, collettivo e condiviso?
Era il 1984 quando una famosa pop star dichiarò: "Cause everybody's living in a material world." Quattro decenni dopo, quelle parole risuonano con una rinnovata urgenza. Il mondo materiale continua a plasmare il modo in cui produciamo, consumiamo e attribuiamo valore, ma i sistemi che lo sostengono mostrano sempre più chiaramente i propri limiti. Questo è il punto di partenza del quarto numero della rivista Notes on Plural Intelligences.
Per questo numero abbiamo esplorato i saperi indigeni e i futuri rigenerativi insieme a Julia Watson, ospite di Casa IED New York nel maggio 2026. Abbiamo inoltre incontrato la fashion designer sperimentale Raquel Buj nel suo atelier temporaneo sul Delta dell'Ebro, in Spagna, per riflettere su cosa significhi oggi vestire un paesaggio e lavorare con i biomateriali. In dialogo con Atelier MARE, abbiamo approfondito il modo in cui territorio, architettura e materialità si intrecciano nella loro pratica progettuale. Graziela Nivoloni, coordinatrice del Biodesign Lab di IED São Paulo, ci invita infine a immaginare un futuro di abbondanza, in cui progettiamo insieme ai sistemi viventi anziché limitarci a estrarre risorse da essi.
La capacità adattiva dell'architettura della città di Matera e il suo rapporto con il territorio hanno ispirato la collezione finale di Francesco Saverio Matera, intitolata Materia, nella quale il design della moda adattiva coniuga estetica, funzionalità e sostenibilità. Oggi la collezione si è trasformata in un marchio con lo stesso nome e ha recentemente ricevuto il Camera Moda Fashion Trust Grant 2026, assegnato dalla Camera Nazionale della Moda Italiana.
Questo numero è dedicato all'innovazione, ma anche alla nostra capacità collettiva di relazionarci con la materia in modo responsabile attraverso pratiche progettuali fondate sulla cura, sull'adattabilità e sulla reciprocità ecologica.