L’attivazione delle studentesse IED come riflessione sulla leva militare e sulla responsabilità individuale
Data
29 aprile 2026
L’attivazione delle studentesse IED come riflessione sulla leva militare e sulla responsabilità individuale
Il 27 aprile scorso i viali dell’Università La Sapienza di Roma sono stati disseminati di misteriose buste nere con un messaggio d'impatto: “Aprire in caso di guerra”. All’interno, un kit provocatorio per l’arruolamento, completo di istruzioni per diventare soldati, una piastrina militare e un form per donare il proprio corpo alla guerra. Uno specchio restituisce l'immagine del destinatario e la scritta “Puoi dire di no. R1PUD1A” vuole ricordare che la guerra, prima ancora d’armi e finanziamenti, si nutre di corpi.
Questo l’intervento di Odile Guadagno, Cassandra Romano, Marianna Marchese e Matilde Sergio, quattro studentesse del corso triennale di Design della Comunicazione di IED Roma che, coordinate dal docente Andrea Natella, hanno progettato un intervento urbano per riflettere sulla responsabilità individuale.
L’azione nasce per sostenere l’appello di Emergency “Io obietto la guerra”, per l’obiezione di coscienza, preventiva e di massa, al ripristino del servizio militare.
Lo scopo è condurre una riflessione su come la guerra non sia così distante come sembra ma inizi da una scelta molto concreta: quella di offrire il proprio corpo. Con questo progetto è stata riportata la responsabilità sul singolo individuo, sottolineando la possibilità di opporsi.
La chiamata dell’Ong fondata da Gino Strada in pochi giorni ha superato le 70.000 firme e intende contrastare il possibile ritorno all’intervento militare come strumento della politica. L’appello, aperto a tutti i soggetti della società civile, uomini e donne a partire dai 14 anni, che vogliano attivarsi, rientra nella campagna R1PUD1A di EMERGENCY che, dal 2024 ad oggi, ha coinvolto oltre 650 Comuni, 1200 scuole, 300 cinema, teatri e festival.
Questa azione ha quindi l’obiettivo di coinvolgere tutti e tutte, con particolare attenzione ai giovani, nella costruzione di una comunità contro la guerra e la militarizzazione della società.