Esposta fino al 26 luglio l'opera ideata da Mattia Cavanna e realizzata con detenuti e detenute, per il Progetto Orizzonti di Fondazione Rava. Ad assemblare l'Arazzo e ad esporlo Accademia Galli e IED.
Data
14 luglio 2026
Esposta fino al 26 luglio l'opera ideata da Mattia Cavanna e realizzata con detenuti e detenute, per il Progetto Orizzonti di Fondazione Rava. Ad assemblare l'Arazzo e ad esporlo Accademia Galli e IED.
Dopo la prima tappa a Milano, approda al Palazzo del Quirinale l'opera collettiva (Cercare) Raffaello in Carcere, realizzata nell'ambito del progetto Orizzonti della Fondazione Francesca Rava. Esposta nella Sala del Mappamondo fino al 26 luglio, l'opera è il risultato di un laboratorio artistico ideato dall'artista Mattia Cavanna insieme a cento detenute e detenuti, minorenni e adulti, provenienti da sei istituti penitenziari italiani.
Accademia di Como Aldo Galli – IED Network ha preso parte al progetto attraverso il contributo della docente Tiziana Benzi, che ha seguito il lavoro di cucitura manuale dei frammenti di tela realizzati dai partecipanti, trasformandoli in un'unica grande opera collettiva di 8 x 3 metri. IED Milano ha inoltre curato il progetto di allestimento dell'esposizione al Quirinale e realizzato il sito interattivo che accompagna la visita, offrendo al pubblico la possibilità di approfondire i personaggi rappresentati nell'opera e il percorso creativo che l'ha generata.
Ispirata al cartone preparatorio della Scuola di Atene di Raffaello, l'opera reinterpreta il capolavoro rinascimentale attraverso i volti e i riferimenti culturali scelti dai partecipanti: artisti, musicisti, sportivi, scienziati e figure simboliche contemporanee si affiancano a numerosi autoritratti, dando vita a una riflessione corale sul significato di identità, crescita e futuro.
«Per una scuola come IED è motivo di grande soddisfazione contribuire a un progetto di così alto valore culturale, sociale e umano», commenta Clelia Bergna, Industry Engagement, Career & Alumni Director di IED Group. «"(Cercare) Raffaello in Carcere" dimostra come il progetto e il design possano diventare strumenti concreti per rendere il patrimonio culturale più accessibile, inclusivo e fruibile da pubblici sempre più ampi. È questa la prospettiva che guida il nostro approccio: mettere le competenze progettuali al servizio della cultura, affinché opere di straordinario valore possano essere vissute e comprese attraverso nuove modalità di esperienza.»
La partecipazione al progetto conferma l'impegno di IED e dell'Accademia di Como Aldo Galli nel promuovere il design e le arti come strumenti di inclusione, valorizzando la progettazione come pratica capace di generare impatto culturale e sociale, dentro e fuori gli spazi dell'educazione.