Un incontro per approfondire la luce come strumento progettuale essenziale, capace di dare forma all’identità dello spazio e di amplificarne il significato
Data
05 maggio 2026
Un incontro per approfondire la luce come strumento progettuale essenziale, capace di dare forma all’identità dello spazio e di amplificarne il significato
L’applicazione della luce non è soltanto un atto tecnico, ma un processo interpretativo capace di tradurre contenuti emotivi in scelte progettuali concrete. La luce diventa linguaggio, materia che costruisce relazioni, orienta percezioni e suggerisce comportamenti. Attraverso l’uso calibrato dei diversi strumenti luminosi – dall’illuminazione lineare, continua e avvolgente, a quella puntuale, precisa e selettiva – il progetto acquisisce profondità e intenzionalità. Le sorgenti luminose non si limitano a rendere visibile lo spazio, ma ne definiscono il ritmo, sottolineano le funzioni e costruiscono gerarchie visive. Zone di luce e ombra articolano l’esperienza, guidando lo sguardo e il movimento, mentre intensità e temperatura cromatica contribuiscono a generare atmosfere differenti, intime o pubbliche, dinamiche o contemplative. In questo modo, la luce diventa uno strumento progettuale essenziale, capace di dare forma all’identità dello spazio e di amplificarne il significato.
Il 4 maggio scorso gli studenti di Interior Design hanno incontrato Roberto Zecchinelli (Luci e Ombre) e Roberto De Zorzi (Ivela Elcom) che in dialogo con il docente di Lighting Design Adriano Caputo (studioillumina) hanno permesso loro di approfondire questi concetti e toccare con mano gli ultimi prodotti dell'azienda, comprendendo il ruolo e le tecnologie dei diversi componenti dei corpi illuminanti.
L'evento nasce dalla recente collaborazione tra IED e Ivela Elcom con il supporto di Luci e Ombre, attraverso la fornitura di un sistema di apparecchi illuminanti che ha dato nuova luce allo spazio espositivo IED CORNER nella sede romana di Via Casilina.