14 giovani designer e uno sguardo corale sulla moda come pratica culturale. Special mentor, da New York, Danielle Kwateng: "La coralità ci ricorda una verità centrale nella moda: nulla accade quando ci si isola”
Data
26 settembre 2026
14 giovani designer e uno sguardo corale sulla moda come pratica culturale. Special mentor, da New York, Danielle Kwateng: "La coralità ci ricorda una verità centrale nella moda: nulla accade quando ci si isola”
Un’opera collettiva, più che una successione di progetti individuali, in cui il vero prodotto in scena non è l’abito, ma la sfilata stessa.
Con il fashion show THE PROCESS, IED porta a Milano Fashion Week una riflessione condivisa sulla moda come pratica culturale. In passerella al MUBA – Rotonda di via Besana, 60 look espressione di 13 collezioni realizzate da 14 giovani fashion designer: un racconto unitario nel quale identità differenti entrano in relazione, e i look si scompongono e si intrecciano. Ne nasce un dialogo in cui ogni visione trasforma e amplifica la successiva, anche grazie ai junction looks inseriti tra una collezione e l’altra: combinano capi di designer diversi collegando mondi creativi e interrompendo la tradizionale successione delle collezioni.
«Come scuola, vogliamo portare l’attenzione sulla dimensione invisibile della moda, che va oltre ciò che si indossa: un sistema per interpretare il presente, dare forma a nuovi immaginari e mettere in relazione corpi, materiali, saperi e identità - commenta Danilo Venturi, Direttore IED Milano –. Le scuole sono parte integrante del fashion system e rappresentano uno dei primi anelli della sua filiera: è qui che il talento incontra un metodo, che le intuizioni diventano progetto e si costruiscono le basi delle professionalità future. Essere presenti a Milano Fashion Week significa riconoscere alla formazione il ruolo che le appartiene”.
A firmare la direzione creativa di THE PROCESS è Umberto Sannino, Head of Fashion School IED Milano: «The Process offre un racconto comune nel quale le differenze restano riconoscibili e, allo stesso tempo, entrano in relazione. Anche attraverso un fashion show, la scuola ha il compito di restituire alla moda una dimensione di sogno e la capacità di osare, mostrando anche tutto ciò che precede il risultato finale: ricerca, disciplina, confronto e metodo».
I 14 designer protagonisti sono Amina Aubakirova, Camilla Barazzetta, Keyra Cannas, Giulio Censori, Costanza Barbieri, Greta Ciabrelli, Mattia Ginexi, Corinne Librizzi, Nicoletta Marazia, Michelle Paglione, Alessandro Paolucci, Andrea Spinelli, Zeminghui Zhu e Maria Zybaczynski.
Prima del fashion show, i giovani creativi hanno avuto l’opportunità di incontrare, per una speciale sessione di mentorship, Danielle Kwateng, media and culture executive, attualmente Executive Managing Editor di Harper's Bazaar US. «La moda nasce da una funzione essenziale: vestire le persone, veicolando identità e dando forma a un gesto di cura. In un momento in cui le immagini si producono sempre più rapidamente, torna ad avere valore il sapere artigianale, l’esperienza dei materiali, la responsabilità delle scelte e il tempo necessario per costruire un’idea. THE PROCESS offre ai giovani designer l’occasione di esplorare tutto questo attraverso il confronto con altre visioni. È anche un modo per comprendere una verità fondamentale della moda: nulla accade isolandosi. Dalla ricerca alla realizzazione, ogni progetto prende forma grazie alle persone e alle competenze che si incontrano lungo il percorso» commenta Kwateng.
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