Data

06 giugno 2020

Da piccola trascorreva gran parte del suo tempo libero nello studio dei genitori, entrambi artisti, osservando sculture, quadri e opere di design. Quella potente educazione visiva si è poi trasformata in una passione rafforzata ulteriormente durante gli anni di formazione all’Istituto Europeo di Design

Laura Anastasio è ora una Graphic Designer e Illustratrice freelance premiata internazionalmente. Ha vissuto tra Londra e Berlino dove ha lavorato in proprio e per importanti aziende, attualmente vive a Milano.

“Spesso mi capita di arricchire con illustrazioni un progetto che inizialmente doveva essere solo grafico, e viceversa” afferma in riferimento al suo lavoro “trovo molto divertente e soddisfacente potere agire su queste due dimensioni con libertà e consapevolezza. Credo però” Laura aggiunge “che la cosa più bella sia avere la possibilità di lavorare ovunque nel mondo, a prescindere da dove mi trovi: le immagini sono un linguaggio universale”.

Il percorso presso IED Roma è iniziato con il corso Triennale in Graphic Design.

“Studiare grafica mi ha aiutata a trovare il mio linguaggio visivo. Avvicinarmi a questa disciplina mi ha portato a capire come volevo comunicare con le mie immagini: sintesi, leggibilità e immediatezza” rivela Laura.

In seguito, ha deciso di perfezionare il suo profilo frequentando il Master in Art Direction sempre presso IED Roma. Il progetto che l’ha appassionata maggiormente è stato il lavoro di tesi:

“Si trattava di aggiornare l’immagine coordinata di un brand indipendente di gioielli e ho avuto modo di ricostruire tutto l’immaginario e la comunicazione, utilizzando sia grafica che illustrazione. Ho capito che volevo continuare in questa direzione ed è praticamente quello di cui mi occupo adesso”.

Il suo peculiare stile, che unisce elementi di grafica e di illustrazione in veri e propri “macro loghi”, come li definisce Laura, le è valso la medaglia d’argento della Society of Illustrators di New York per la copertina del libro “L’inferno nel cervello – Il genio e la pazzia di Vincent Van Gogh”.

 

 

“Il titolo del libro è estremamente potente e illustrativo, ricordo di avere immaginato subito come avrei realizzato la copertina.  Come capita a volte, il primo schizzo si è rivelato subito il più riuscito, mentre ho impiegato più tempo nel decidere la combinazione finale dei colori. La versione iniziale era molto psichedelica, ma mi sono resa conto che rischiavo di sovraccaricarla inutilmente. Il viso di Van Gogh è già molto iconico di per sé: ho quindi deciso di esaltare unicamente le forme del suo volto e ho optato per una scala di grigi”.

I suoi lavori sono stati esposti in tutto il Mondo ma la mostra di cui va più fiera è quella tenutasi a Tokyo presso la Yoyogi Gallery, intitolata “Tokyo: A visual journey”.

 “Ho realizzato delle stampe di circa un metro delle illustrazioni contenute in un libro precedentemente autoprodotto e vi ho poi applicato manualmente i dettagli in foglia d’oro; è stato un lavoro minuzioso ma per me molto significativo. Nel disegno principale della collezione ho rappresentato il tempio di Togo, che ha ispirato tutto il progetto, e che si trova proprio a pochi metri dalla galleria. È stato emozionante portare quei disegni alla loro casa.”

Per concludere, abbiamo chiesto a Laura di dare un consiglio a chi sogna di lavorare nel mondo dell’illustrazione o del graphic design:

“Credo sia molto importante considerare l’aspetto burocratico di questa professione. Oltre all’aspetto creativo bisogna imparare a gestire il rapporto con i clienti dal punto di vista tecnico, ad esempio: stilare un proprio prezzario, redigere i contratti, informarsi e tutelarsi sul diritto d’autore. E poi: mai lavorare gratis e ignorare i trend per non rischiare di rimanere fuori dal mercato”.

Ringraziamo Laura per averci raccontato la sua esperienza. Qui trovate il suo account Instagram.

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