Data

08 gennaio 2019

La Scarcity diventa una realtà: come la mancanza di risorse e l'approccio persuasivo stanno definendo il futuro del design e del consumo sostenibile

Normalmente si parla di “scarsità” per quel principio di marketing volto a creare valore per determinati prodotti e servizi facendo leva sul presupposto che ve ne siano quantità limitate. Esempi eccellenti e recenti riguardano il brand Supreme, che sulla scarsità ha costruito il suo posizionamento esclusivo e sorprendentemente autentico.

In molteplici ambiti, la scarsità non è solo un presupposto persuasivo ma comincia a diventare una realtà oggettiva (dalla scarsità di risorse della circular economy alla scarsità di concentrazione dell’attention economy). Se combinate, la scarsità oggettiva e quella persuasiva rappresentano un’incredibile opportunità progettuale.

Una rivisitazione moderna del “Less is more” non come risultato minimale di un processo creativo, ma come abilità di partire da poco per fare tanto (ed essere per questo richiesto).

È un trend emergente e che arriverà a maturità nei prossimi cinque anni.

Quali sviluppi tecnologici saranno correlati a questa tendenza?

Le tecnologie produttive saranno sostenute da una costante ricerca a “super usare” le materie prime, riutilizzarle o sostituirle con soluzioni alternative.

Il digitale potrà diventare una forza di smaterializzazione di tutti quei prodotti transitori e momentanei che non avrebbe più senso produrre nel mondo fisico, nonché lo strumento per rendere i beni di consumo accessibili ma limitati.

La più grande opportunità sarà comunque creare ecosistemi di tecnologie capaci di sostenersi e alimentarsi a vicenda (circular economy).

Applicazione a un caso specifico

Worn Wear è una piattaforma di Patagonia che serve per aggiustare, scambiare, donare i propri capi usati. Questa piattaforma fa leva sulla scarsità delle materie prime e sulla scarsità (e specificità) dei prodotti già indossati per creare nuovo valore e richiesta.

Come pensi che influenzerà il mondo del lavoro?

La scarcity alimenterà due grossi filoni professionali nell’ambito della creatività. Il primo è il design della sostenibilità, con professionisti preparati capaci di usare la progettazione come moltiplicatore strategico di valore e non come creatività tattica di sfruttamento delle risorse (in antitesi con il mantra moderno degli “sprint” e del “siamo tutti designer”).
Il secondo filone è quello del design della consapevolezza, con professionisti capaci di informare e sensibilizzare il consumatore sui temi della sostenibilità e inclusività.

Foto: HP Mars Home Planet


Federico Ferretti

Con oltre 20 anni di esperienza nei più importanti studi internazionali di consulenza di innovazione, Federico Ferretti è il fondatore e direttore del Design Innovation Center di Midea, il gigante cinese dell’industria degli elettrodomestici annoverato tra le Fortune 500 Company.

Ha guidato lo studio europeo di Continuum e gestito il team di design di Frog Milano, dove si è distinto nella creazione e sviluppo di prodotti, servizi, scenari e strategie per diversi clienti internazionali tra cui AllsteelBicGMNECHaierIllyiRobotMedela3MPirelliSennheiser e Samsung.

È il coordinatore scientifico del master in Strategy, Innovation and Product di IED Milano e vanta numerose partecipazioni e collaborazioni con le più prestigiose istituzioni italiane e internazionali legate alla formazione nel design e nel business.

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