Data

17 aprile 2025

Dieci campagne di guerrilla marketing ideate dagli studenti IED Roma trasformano la città in un laboratorio di attivismo visivo e sociale.

Dietro queste azioni ci sono gli studenti e le studentesse del terzo anno del corso triennale in Design della Comunicazione, che, coordinati dal docente Andrea Natella, hanno portato le loro idee fuori dalle aule e nel cuore della città. L’obiettivo era uno: trasformare lo spazio urbano in un laboratorio di comunicazione sociale, dando voce ai temi più urgenti della contemporaneità. Così, per le strade e in alcuni quartieri simbolo della Capitale sono apparsi messaggi provocatori e oggetti fuori contesto, contenenti codici da scansionare e contenuti da interpretare.

Tre delle campagne – Sei complice, Pacchi indesiderati e Stalkerator™ – sono state sviluppate in collaborazione con UNICEF e affrontano il tema delle cyber molestie. In Sei complice, annunci apparentemente voyeuristici si rivelano messaggi educativi contro il revenge porn, che ribaltano la prospettiva e puntano il dito contro chi guarda. Pacchi indesiderati interviene sul fenomeno del cyberflashing con la distribuzione di pacchi anonimi in alcuni condomini di Roma: all’interno, ortaggi dalla forma fallica, adesivi e flyer informativi provocano un disagio fisico che replica l’invasività digitale. Stalkerator™ invece simula via WhatsApp cosa significa essere vittima di stalking online, usando il tono leggero delle televendite per smascherare, solo alla fine, la gravità della violenza subita. Con Prezzo Donna, invece, gli studenti hanno abbandonato in diverse piazze della città portafogli fucsia pieni di banconote rosa da 8,70 euro, per denunciare la discriminazione silenziosa della Pink Tax.

Poi, c'è Monum-EAT: cento finti panini distribuiti nei vicoli del centro storico, che al posto del ripieno contenevano immagini dei monumenti più iconici di Roma. Un’azione simbolica per denunciare l’effetto dell’overtourism e il consumo superficiale della cultura che segna la Capitale, soprattutto in occasione del Giubileo. Il fast food diventa quindi il linguaggio perfetto per raccontare il turismo “mordi e fuggi”.

Con Felinorm Spray, studentesse e studenti hanno creato uno sbiancante per gatti neri e lo hanno promosso online con tanto di indignazione simulata, per sensibilizzare contro le superstizioni. S3sso in scatola ha affrontato invece il tema dell’educazione sessuale, attraverso un gioco di carte che stimola il confronto sui desideri e aiuta a scardinare lo sguardo performativo della pornografia. Bodyguard ha proposto un falso profilattico autodiagnostico per stimolare una riflessione sulla salute sessuale maschile e sulla difficoltà culturale nel parlarne apertamente. Resti con me? ha parlato di spreco alimentare trasformando un cassonetto dell’Eur nella “casa degli avanzi”, per invitare – con doggy bag vuote, sticker e volantini – a ripensare le abitudini nei ristoranti.

Infine, con una finta scena del crimine, Algorip ha acceso i riflettori sullo sfruttamento dei rider da parte degli algoritmi. Al centro, una bicicletta a terra, cartelli segnaprova e un messaggio diretto: dietro ogni consegna, c’è un lavoro che spesso resta invisibile.

Ogni progetto è stato pensato, sviluppato e realizzato in autonomia dai gruppi di lavoro, con una forte attenzione alla strategia, al linguaggio e alla capacità di generare interesse mediatico e sociale. Il risultato è un racconto collettivo che dimostra come la comunicazione non convenzionale sia uno strumento potente per leggere e interpretare il presente.

 

Immagine in evidenza: "Monum-Eat"

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