“Siamo nati schiacciati dall’olimpo del fumetto tra Pazienza, Mattotti, Toppi, dalla crisi e dalla profonda incertezza e disillusione politica e sociale. Siamo gente che potrebbe potenzialmente avere tutto tranne che lo slancio verso qualcosa di nuovo. Eppure il fumetto, in noi, resiste, trasformandosi e liberandosi dai paletti narrativi di una volta”.