Data

10 settembre 2025

Foremyc, la startup di product design che "dà voce alle foreste", trionfa per l'Italia al concorso internazionale per studenti della Fondazione Dyson.

Seguire l'andamento evolutivo della foresta, albero per albero, nell'ottica di rafforzare la resilienza climatica degli ecosistemi alpini. E' l'obiettivo di Foremyc, startup che nasce come risposta tangibile a eventi catastrofici come la tempesta Vaia dell’autunno 2018 e che combina un ecosistema di sensori e digital twins (gemelli digitali) per la salvaguardia delle foreste sulla base di decisioni interamente data driven.


Il progetto, che è stato eletto vincitore per l’Italia - tra oltre 100 proposte tricolori - del James Dyson Award 2025 (concorso internazionale di design e ingegneria per studenti promosso dalla Fondazione che porta il nome dell’inventore e imprenditore britannico) è una tesi startup di Product Design IED Milano ideata e discussa lo scorso luglio da Iari Vanoschi, Bartolomeo Chinali, Federico Luigi Gabrieli e Francesco Cantoni. A valutarlo una giuria composta da Eric Serra, Lead Design Engineer Dyson, Massimo Temporelli, fisico che da 25 anni si occupa di diffusione della cultura scientifica e tecnologica e Riccardo Cambò, co-fondatore della community Caffè Design.

Insieme agli altri due progetti sul podio per l'Italia, Foremyc accede ora alla fase internazionale del concorso, che si concluderà il 5 novembre, con la possibilità di vincere il premio finale di 36.000 euro.

LS STARTUP IED "FOREMYC"

Le foreste alpine sono sempre più minacciate dalla siccità e dagli insetti invasivi, e gli attuali strumenti di monitoraggio sono obsoleti, rendendo difficile gestire ambienti in rapido cambiamento e proteggere ecosistemi fragili.

Su questa premessa interviene Foremyc. L'anima del sistema è il monitoraggio di suolo, microclima e salute degli alberi, utilizzando i dati raccolti da appositi sensori per alimentare un gemello digitale di ogni albero, il cui compito è quello di supportare una gestione di tipo predittivo della foresta. Il sistema è già stato testato in provincia di Bergamo in collaborazione con il Consorzio Forestale di Valle Averara e integra sensori che lavorano in sinergia fra di loro, raccogliendo dati alla base e sul tronco degli alberi e rilevando la presenza di coleotteri.

Tutte le informazioni registrate sono trasferite in cloud tramite una rete Wan dedicata (Wide Area Network) e visibili su una dashboard che servirà ai tecnici (e in futuro a consorzi, aziende e cittadini) per seguire l’andamento evolutivo della foresta, albero per albero. L’obiettivo finale è quello di rendere da subito l’hardware più stabile e adatto all’uso prolungato all’aperto e di costruire un gemello digitale della foresta stessa, e quindi un modello in continuo aggiornamento che ne rispecchia lo stato giorno per giorno e permette di individuare in anticipo i potenziali rischi di decadimento.

 

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