Data

16 dicembre 2024

Stefano Carta, vicedirettore accademico di IED, riflette sull'importanza del fallimento come elemento essenziale per lo sviluppo creativo e sulla necessità di affrontare la complessità del mondo contemporaneo attraverso il design

In un'intervista rilasciata a Open, Stefano Carta, vicedirettore accademico di IED, spiega come aiutare gli studenti e le studentesse a superare la paura dell'errore e ad affrontare un mondo sempre più sovraccarico di stimoli.

«Il fallimento non è mai definitivo, è sempre parte di un processo». È questo il mantra che Stefano Carta, porta tra i suoi studenti e studentesse. Un contesto educativo, che abbraccia l’incertezza e l’errore come parte integrante del percorso creativo: non ostacoli da evitare, ma strumenti necessari per progredire. «Il nostro compito è creare un ambiente protetto dove gli studenti possano sbagliare senza timore. Solo così possono davvero imparare a progettare», spiega Carta, ribadendo un concetto che appare semplice ma che, nel mondo accademico – spesso rigido e competitivo – fa la differenza. Soprattutto, se si considera che il timore di non soddisfare aspettative personali e sociali pesa come un macigno su molti studenti.

L’errore e la paura del fallimento degli studenti

L’esperienza personale del docente rafforza questa visione. Carta ha iniziato il suo percorso nel mondo dell’economia, per poi approdare al design, due ambiti apparentemente lontani ma uniti dalla complessità dei processi. Oggi insegna ed è vicedirettore accademico di IED: coordina, insieme al direttore accademico Riccardo Balbo, la supervisione delle tematiche contemporanee e delle metodologie didattiche, garantendo un’offerta formativa aggiornata e qualitativa. E se è vero come ha ricordato il direttore di IED Milano, Danilo Venturi, che «l’Università non deve solo insegnare, ma imparare», per Carta i docenti devono anche trasmettere la capacità di affrontare e valorizzare il processo educativo dell’errore. «Se lo sbaglio viene visto come una tappa imprescindibile di ogni processo creativo, la paura del fallimento che spesso paralizza molti giovani, si trasforma in un’opportunità cruciale», afferma. «Più sbagli, più impari. Ed è così che alla fine migliori il tuo progetto».

La complessità del mondo attuale e come navigarla grazie al design

«Progettare significa imparare a convivere con la complessità», sostiene Carta. Una sfida che definisce il mondo contemporaneo, sempre più intricato per l’accesso senza precedenti a una mole immensa di informazioni. Non a caso, l’Oxford Dictionary ha scelto come parola dell’anno «Brain rot», un’espressione che descrive uno stato di esaurimento mentale causato dall’eccesso di contenuti: ore trascorse sui social, davanti a video, videogiochi o sommerse da notifiche e stimoli che sovraccaricano la mente. «Non è che oggi viviamo in un mondo più complesso, è che abbiamo accesso a molte più informazioni», osserva Stefano Carta. Uno studio del Rapporto Giovani dell’Agenzia Nazionale per la Gioventù, ricorda il docente, sottolinea che un giovane trascorre in media sette ore al giorno immerso in flussi costanti di dati e stimoli digitali. «Questo alimenta la percezione di complessità e rappresenta una sfida enorme, soprattutto per chi insegna».

Le tendenze globali, le nuove sensibilità e il ruolo del design

In un contesto simile, secondo Carta, il design diventa uno strumento cruciale per affrontare il caos informativo. «È una piattaforma trasformativa fondamentale. Permette agli studenti – e ai cittadini – di creare strumenti per navigare autonomamente questa complessità», spiega. Il design, infatti, non può più essere solo un atto estetico, ma deve abbracciare anche tematiche ecologiche, sociali e politiche, così da diventare un nutriente per la complessità, e non un elemento inquinante. «Il trend non può essere quello di sfuggire alla complessità, ma di accoglierla integrandola in un set valoriale che comprenda l’equità, l’inclusività e la responsabilità. La sfida – conclude Carta – è insegnare agli studenti a progettare con una sensibilità sociale e culturale che sappia rispondere alle sfide del nostro tempo».

Potrebbe interessarti anche:

contest-cinematografico-nuovi-autori-officine-ied-milano

15 settembre 2026

Contest Cinematografico per Nuovi Autori: candidati con isybank e OffiCine-IED

Le candidature sono aperte fino al 15 ottobre 2026.

14 settembre 2026

Chimera – Artefatti Ibridi: il design unisce Torino e São Paulo

Sette borse, due città e un unico progetto condiviso. Dalla collaborazione tra Italia e Brasile è nato un percorso di progettazione internazionale che mette in dialogo culture, materiali e linguaggi del design.

07 settembre 2026

Da Torino a Tokyo: IED e Pioneer Denim portano sulle passerelle internazionali nuove visioni del denim

I progetti degli studenti del Triennio in Fashion Design di IED Torino, sviluppati a partire dai materiali messi a disposizione dall’azienda, approdano a Tranoï Tokyo e Denim Première Vision, nell’ambito della collaborazione con Pioneer Denim dedicata a ricerca, sperimentazione e cultura del prodotto.

07 settembre 2026

Esplorando la collaborazione uomo-robot in Cina

Nuove forme di collaborazione tra esseri umani e robot attraverso la AR

28 agosto 2026

Cosa significa sostenibilità per una scuola di design?

Quando si parla di sostenibilità, il dibattito si concentra spesso sugli impatti ambientali e sulla gestione responsabile delle risorse. Ma cosa significa, concretamente, per una scuola che forma le nuove generazioni di designer, creativi e professionisti della trasformazione?

31 luglio 2026

Forbes Next Leaders: l'Alumna Chiara Robino firma la cover di agosto

Continua la collaborazione tra IED e Forbes Next Leaders: per il numero di agosto la cover è stata realizzata da Chiara Robino, Alumna del Triennio in Illustrazione presso IED Torino.

14 luglio 2026

IED e Accademia di Como al Quirinale con "(Cercare) Raffaello in Carcere"

Esposta fino al 26 luglio l'opera ideata da Mattia Cavanna e realizzata con detenuti e detenute, per il Progetto Orizzonti di Fondazione Rava.

06 luglio 2026

Tesi Bienni | Anno Accademico 2025/2026

Al via la sessione di tesi dei Bienni di IED Milano, un appuntamento che segna la conclusione del primo ciclo dei percorsi biennali in Visual Communication, Interior Design e Product Design di IED Milano.

03 luglio 2026

Substructure: IED a Parigi per mostrare ciò che sta "sotto" l'abito

Dietro ai look finiti: Dover Street Market Paris ospita la fashion exhibition firmata IED Milano. 17-19 luglio