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23 agosto 2024

Dai pitch reali con esperti del settore alla discussione vera e propria: sei gruppi di laureandi in Product Design hanno presentato le loro idee di startup innovativa.

C’è chi punta a dare una spinta all’agricoltura messa a dura prova dal clima, chi invece a riutilizzare virtuosamente gli scarti del fast fashion addirittura in chiave edilizia. Chi ancora a ripulire le acque dalle microplastiche, a gestire il cibo in modo smart o a migliorare la viabilità cittadina.

Per il quarto anno consecutivo, diversi gruppi di laureandi IED Milano del corso di Product Design hanno sviluppato un progetto innovativo con l’obbiettivo di renderlo una vera startup: un prodotto o un sistema o un servizio unico, frutto di una intuizione che risponde ai bisogni presenti e futuri della gente, come conseguenza di una attenta fase di osservazione della complessa società attuale e di uno scenario sempre in rapido cambiamento.

A seguirli i docenti relatori Ginevra Franchi e Davide Piersanti, con il correlatore Giorgio Ferrari, l’assistente Carlotta Romeo e il coordinamento tesi di Silvia Roth.

I sei progetti innovativi presentati, di cui è stata vagliata anche la sostenibilità economica con tanto di marketing e business planning, sono stati messi alla prova prima ancora di essere dicussi come tesi, in un vero pitch day. A giudicarli sono stati importanti professionisti del settore: Carolina Grassi e Roberto Sfoglietta di Ventive Group, società di consulenza e investimenti per startup; Luca Sacchi, Head of Strategic Innovation in Piaggio; Gioia Manetti, CEO Autoscout24 Spa, CEO AUTOproff Italy, Board Member, Angel Investor; Andrea Contri - Innovation Director MDA in Haier Europe, Major Domestic Appliances.

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I SEI PROGETTI DI START UP IED 2024

CRYO (di Matilde Virginia Canevelli, Filippo Cremonesi, Anita Lucia e Simone Santonocito) rivoluziona l’esperienza del cucinare domestico offrendo agli utenti l'opportunità di esplorare e innovare con ingredienti freschi e di alta qualità. Il suo obiettivo è amplificare la creatività culinaria, trasformando ogni appassionato in uno chef, attraverso un sistema avanzato per la gestione e conservazione degli alimenti freschi, con un servizio di supporto dedicato.

TEXTILE REFUGE  (di Mattia Cappiello, Carola Castiglione, Giacomo Frova e Mattia Macciachini, nell'immagine principale un render) mira a trasformare i rifiuti tessili derivanti dal fast fashion in una soluzione sostenibile per i paesi in via di sviluppo, concentrandosi sul caso di Chorkor, quartiere nel distretto di Accra Metropolis, nella regione della Grande Accra del Ghana. È un'iniziativa open source che sviluppa un materiale innovativo, combinando cemento e scarti tessili, per costruire strutture abitative standardizzate. Questo approccio non solo affronta il problema dell'eccesso di rifiuti tessili, ma offre anche soluzioni abitative durature per le comunità vulnerabili a rischio di sfratto (come alloggi sicuri per le persone sfollate) e, contemporaneamente, di creare opportunità di lavoro locali, contribuendo significativamente alla riduzione dell'impatto ambientale dei rifiuti tessili.

HAUKI (di Daniel Bertollo, Simone Centonze e Michele Martelloni) propone un approccio unico alla lotta contro l'inquinamento da microplastiche nelle acque, incorporando questo scopo in attività ricreative come gli sport acquatici, il turismo e gli eventi. Il cuore di questa soluzione è il sistema plug-in MANTA, progettato per essere integrato facilmente con SUP (stand up paddleboard), canoe, e tavole da surf. Questo dispositivo permette agli utenti di contribuire dunque attivamente alla mappatura e alla raccolta delle microplastiche mentre si godono il loro tempo in acqua. Hauki non solo mira a mappare la pulizia dei nostri mari ma incoraggia anche una maggiore consapevolezza ambientale attraverso il coinvolgimento diretto delle comunità nelle attività outdoor.

FOG PROJET  (di Andrea Delaini, Giorgia Grilli e Francesco Tuzzi) è un'iniziativa di design sociale e ambientale volta a contrastare la crisi idrica nelle zone periferiche di Lima, in Perù. Attraverso lo sviluppo di una tecnologia innovativa, la srtaup permette di catturare l'acqua dall'atmosfera, collegandosi a un servizio strutturato appositamente per le comunità locali. L'acqua raccolta viene utilizzata per sostenere la creazione e la manutenzione di orti comunitari urbani, con un focus particolare sulla coltivazione di mirtilli. Questi ultimi, una volta cresciuti, vengono venduti, generando ricavi destinati al sostegno economico della comunità. Fog project non solo fornisce una soluzione vitale al problema della scarsità d'acqua ma promuove anche l'autosufficienza e lo sviluppo sostenibile attraverso l'agricoltura urbana.

BEE-LINE (di Zenan Lin) propone di trasformare l'apicoltura in Cina attraverso una piattaforma digitale che istruisce gli apicoltori sulle pratiche di allevamento scientifico delle api. Consiste in un'applicazione e in un’arnia smart, fornendo strumenti per il monitoraggio preciso degli alveari con promemoria sulle precauzioni da adottare Il sistema facilita dunque la condivisione di esperienze tra apicoltori esperti e novizi, accelerando così l'apprendimento e minimizzando i rischi finanziari derivanti da errori nell'apicoltura. L’alveare intelligente sfrutta la tecnologia a infrarossi e l'IoT per osservare i segni vitali delle api, assicurando così un approccio all'apicoltura più efficiente e sostenibile.

COSMO (di Chiara Giaramita, Elisa Gorra, Michela Maggioni, Beatrice Virtuani) mira a una viabilità e sicurezza stradale migliorate focalizzandosi su un innovativo sistema di lampioni con add-on multifunzionali. Questo sistema non solo monitora il flusso stradale e rileva incidenti, inviando segnali SOS alle autorità, ma mette in evidenza gli utenti vulnerabili attraverso segnali luminosi specifici. Integrato con pannelli solari per un'energia più pulita e dotato di lampioni LED regolabili nell'intensità luminosa,  il progetto affronta le sfide del caro energia a Milano, promuovendo sicurezza, sostenibilità e risparmio energetico.

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