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Milano

Luglio 5, 2019

Da IED Milano a Cannes, l’esperienza di Andrea Bianchi ai Lions della pubblicità

“La Roger Hatchuel Academy è una di quelle esperienze che ti cambiano. Ho incontrato persone fantastiche da 32 stati diversi, visto alcune delle campagne pubblicitarie più incredibili, ascoltato storie di ogni tipo, preso parte a eventi, premiazioni, feste, workshop. Oggi mi sento cambiato.”

Esordisce così Andrea Bianchi, 22enne di Fidenza diplomando in Design della Comunicazione – Art Direction, reduce da una intensissima esperienza nell’Olimpo dei creativi, in Costa Azzurra, scelto dall’Art Directors Club Italiano (ADCI) come unico rappresentate italiano alla Roger Hatchuel Academy, percorso di training intensivo che introduce i giovani alla industry della pubblicità per aiutarli a cominciare la propria carriera creativa con il piede giusto. L’Academy si svolge nel contesto del Festival Internazionale della Pubblicità Cannes Lions (l’appuntamento mondiale più importante per chi crea e produce pubblicità) e Andrea vi ha avuto accesso dopo aver vinto il contest italiano indetto dalla stessa ADCI, distinguendosi per una video presentazione particolarmente originale.

 Ho imparato tantissimo del mondo della comunicazione: trucchi, accorgimenti, strategie. Ma soprattutto, mi sono reso conto che sottovalutavo l’importanza di tante piccole cose che sommate tra loro sono invece gli ingredienti fondamentali per un creativo”.

A quali insegnamenti ti riferisci, nello specifico, Andrea? “Soprattutto a quelli che vanno oltre il mondo della comunicazione. Abbiamo parlato con giornalisti, attivisti, cantanti, guru del crowdfunding; persone provenienti da ogni campo che hanno condiviso con noi la loro storia. Ci hanno ispirati ad andare oltre quello che è il nostro mondo: essere curiosi, coraggiosi e aperti. Tutto è comunicazione, e dunque è tutto che noi ‘comunicatori’ dobbiamo osservare, studiare e analizzare.”

Quali percezioni sulla creatività italiana hai avuto come unico rappresentante del nostro paese a Cannes, nel confronto con i tuoi coetanei?Mi sono reso conto di quanto siamo fortunati a vivere in un Paese così speciale. Tutti conoscevano i film di Sorrentino, volevano visitare o hanno visitato una città italiana, ammiravano la cultura che ci rende unici nel mondo. Seppur tutti amino così tanto l’Italia, ne riconoscano i traguardi in ogni campo, dalla moda al design, a livello pubblicitario non ci facciamo sentire abbastanza. Credo abbiamo un potenziale enorme che per qualche motivo rimane ancora troppo contenuto”.

E tu, quale tipo di contributo senti di aver portato alla Roger Hatchuel Academy?“Credo una visione del mondo diversa, come quasi tutti i mie coetanei. Passando ogni giorno dalle 8 di mattina alle 6 di sera con gli studenti della RHA, ho avuto modo di confrontarmi con 32 culture diverse. 32 modi di vivere. 32 modi pensare. Nello specifico, parlando di comunicazione, in tutte quelle differenze è sorprendente come tutti rimaniamo stupiti dalle stesse campagne, dalle stesse idee geniali. Questo mi ha illuminato sul fatto che le grandi idee, quelle veramente geniali, lasciano a bocca aperta tutto il mondo.”

Cosa sogni di fare appena uscito da IED (e ormai manca poco)? “Difficile fare piani precisi. Tuttavia, reduce dalla settimana a Cannes e dai tre anni passati in IED, mi sento pronto ad affrontare il futuro, qualunque sia la strada”.