News

Torino

Febbraio 15, 2019

DA IED AL CINEMA GRAZIE AI ROBOT

Massimo Sirelli, diplomato nel 2003 in Digital e Virtual Design presso l’Istituto Europeo di Design di Torino, ha cominciato a lavorare fin da subito a progetti innovativi nel campo della grafica, della comunicazione e del multimedia design. Nel 2006 ha fondato il laboratorio creativo Dimomedia, due anni più tardi è tornato in IED, questa volta come docente di Tecniche di presentazione e Portfolio, e nel 2013 ha lanciato il progetto AdottaunRobot.com, la prima Casa adozioni di robot da compagnia al mondo: obiettivo è quello di dare un cuore e un’anima ai prodotti del progresso industriale e dare loro una nuova vita. Nel 2018 la trasmissione tv X-STYLE di Canale 5 dedica un servizio sul lavoro dei Robot di Sirelli e un anno più tardi i suoi progetti prendono davvero “vita” comparendo sul grande schermo nel film Copperman, con protagonista Luca Argentero.

 

Che cosa ti ha spinto a scegliere lo IED come punto di partenza per il tuo futuro?
Quando arrivò per me il momento di scegliere che studi fare dopo le scuole superiori, avevo le idee confuse e non sapevo bene che forma dare al mio futuro lavorativo. L’unica cosa certa era che mi sarei voluto occupare di creatività. Un amico che viveva a Firenze mi disse un giorno al telefono: «Secondo me potresti studiare all’Istituto Europeo di Design», così cercai il numero della sede di Torino, quella più comoda per me, e da lì tutto ebbe inizio.

Dopo qualche anno da freelance hai fondato Dimomedia, che esperienza è stata?
In realtà già dal secondo anno in IED ho iniziato a lavorare e a mettere a frutto quanto imparato a scuola. Mi impegnavo molto e volevo trarre il massimo da quello che stavo apprendendo. Quindi ho cercato di inserirmi nel mondo del lavoro molto presto e qualche tempo dopo il termine del percorso formativo ho dato vita allo studio Dimomedia, che voleva essere un laboratorio più che uno studio, un luogo dove sperimentare negli ambiti della grafica e del multimedia design.

Nel frattempo sei anche tornato in IED, questa volta come docente.
Mi piace dire che in realtà dallo IED non sono mai andato via veramente. Subito dopo il termine degli studi, infatti, ho iniziato a collaborare con la sede di Torino per progetti di ricerca e per piccoli lavori video. Poi dal 2008 tengo il corso di “Portfolio e tecniche di presentazione”, aiutando i ragazzi nel racconto del loro percorso accademico.

Come sei arrivato al mondo dei Robot? In particolare, oggi si parla di te per la tua “partecipazione” al film Copperman: raccontaci com’è andata.
I Robot sono nati per la mia infinita curiosità e voglia di sperimentare. Qualche anno fa, ho preso oggetti di vita quotidiana appartenuti a me o qualche persona a me cara e ho provato a montarli insieme, arrivando a creare piccoli uomini di latta. Però non mi bastava, volevo cercare di dare un’anima a queste piccole creature, quindi mi inventavo la storia dei singoli pezzi che componevano un Robot e poi arrivavo a scrivere la sua “biografia” fantastica. Questa idea è piaciuta ai produttori del film Copperman, con protagonista Luca Argentero, che hanno voluto usare i miei Robot nella prima parte del film.

Cosa consigli a chi sta decidendo di intraprendere il proprio percorso di studi in IED?
Io devo tanto allo IED, mi ha cambiato la vita e mi ha permesso di essere la persona che sono oggi. Ricordo le lezioni di Semiotica con Ave Appiano oppure quelle di Interaction Design con Livio Milanesio, docenti che mi hanno insegnato a osservare il mondo da un’altra prospettiva. Quello che mi sento di consigliare a chi decide di frequentare lo IED è di arrivare curiosi, appassionati, volenterosi e geniali. E di aggiungere a questa passione tantissimo studio e lavoro. Lo IED mi dava spunti, tecniche e conoscenze ma spettava a me a metterle in pratica, sperimentare e provare e riprovare. Lo IED è un luogo per sognatori concreti, è un luogo per persone che stanno con i piedi per terra e la testa nello spazio.

 

Qui e qui due video-interviste a Massimo Sirelli che racconta la sua esperienza nel film Copperman.