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Milano

luglio 7, 2021

Il design scende in campo per Virtus FC

Gli studenti studiano un Football Brand System per la squadra milanese che da 15 anni accoglie universitari da tutto il mondo

Non solo i medio-grandi club calcistici. Quando il design scende in campo ogni squadra, anche la più piccola, può acquisire identità, esaltare i suoi valori, esprimerli all’esterno.

Da oggi Virtus FC – squadra di calcio amatoriale nata a Milano quasi per gioco 15 anni fa, da un gruppo di universitari, con l’obiettivo di aggregare e includere (una sorta di nuova “casa” per i tanti giovani fuori sede desiderosi di giocare a calcio) – ha una precisa, nuova identità visiva. Un Football Brand System (con lo studio di un logo e un pay off che identificano e distinguono Virtus da tutte gli altri club rossoblù del mondo) per ricongiungere passato e presente; una nuova divisa ufficiale, con tre maglie, per iniziare a vivere il futuro.

Autori del progetto di comunicazione visiva sono sei studenti del corso di Graphic Design IED Milano coordinato da Giuseppe Liuzzo. Fabrizia de Meo, Juliana Ernst, Anan Sonn Karen, Alessandro Moscatelli, Noa Sempels e Samuel Zoia hanno lavorato a 360 gradi, con la guida di Alberto Mariani (a.k.a. Rupertgraphic), sull’identità della squadra e sui suoi valori. In primis quelli dell’amicizia e dell’inclusione, che hanno fatto sì che in questi anni i rossoblù unissero ai successi sul campo nei campionati Uisp e Csi un “trofeo” ancora più importante: diventare un approdo e un punto di riferimento per le centinaia di appassionati calciatori da tutto il mondo che hanno vestito i suoi colori, sotto il segno del leone.

Ma perché un rebranding proprio ora?  Come tutte le squadre, nel 2020 la Virtus si è dovuta fermare, senza sapere se e quando avrebbe potuto ricominciare. “Lo stop si è trasformato in un’occasione di riflessione sul futuro e ha fatto venire fuori la volontà forte del gruppo dirigente di celebrare i primi 15 anni iniziando a costruire i prossimi 15 e guardando a nuovi traguardi. Per i giovani designer IED Milano è stata un’occasione per lavorare a stretto contatto con una realtà del territorio, di confrontarsi con i linguaggi e i codici del mondo del calcio e di dimostrare che anche una piccola realtà amatoriale può avere tanto da raccontare” – commenta Giuseppe Liuzzo.

I colori, lo scudo, il leone e… il legame con Milano

Si è partiti così con lo studio di un nuovo logo che esprima i valori della squadra in una forma moderna, futuribile, attraente e accessibile a vecchie e nuove generazioni su qualsiasi piattaforma, mantenendo gli stessi colori di 15 anni fa. Accanto ad esso è stato creato anche un pay off che ne racconti chiaramente la mission, Home away from home.

Del logo cambia la forma, con uno scudo francese a rappresentare la nobiltà di Virtus FC e i valori di inclusività: un richiamo anche alle linee che delimitano il campo da calcio, luogo dove ogni singolo diventa parte di qualcosa, di una squadra. Si mantiene l’elemento della tradizione, il leone, ma alla figura imponente e statica del passato se ne sostituisce una stilizzata nell’atto di compiere un balzo in avanti: una spinta verso il futuro, un ritrovato dinamismo dopo 14 mesi di chiusure. Compare anche una grande V, come Virtus e come vittoria, che è altresì l’interpretazione di una freccia, a indicare diverse direzioni: quelle future e quelle da cui provengono i tanti giocatori che hanno indossato il rossoblù in questi 15 anni.

Nel nuovo logo appare infine un particolare architettonico e geografico che esplicita il legame con Milano: la Rotonda della Besana, punto di incontro spontaneo della squadra dopo le partite e nel tempo libero, è il punto cardinale verso cui convergono le frecce, il geotag: “Pochi di noi sono milanesi, ma amiamo profondamente questa città, quello che ci ha dato e che continua a darci. Per alcuni è stato un passaggio, per altri un approdo, diventando casa”, commentano da Virtus FC.

Le maglie

Tre proposte grafiche per tre contesti, realizzate grazie alla collaborazione di Erreà, che ha messo a disposizione le sue strutture e l’innovativo tessuto Ti-Energy, materiale antibatterico, antimicrobico, idrorepellente e 100% riciclabile.

La maglia Home, V-Chaos (per le partite in casa), ha una base blu navy dominata da una grafica “a V” rossa e azzurra, dove ogni lettera rappresenta uno dei componenti della squadra (passati, presenti e futuri) che è arrivato a Milano cercando la propria strada, ha incrociato il cammino con nuovi compagni e ha trovato una casa chiamata Virtus. Sulla parte sinistra del petto campeggia il nuovo crest, sormontato dalle tre stelle che simboleggiano i titoli vinti in Uisp nel 2012, 2013 e 2015.

Con la maglia away, Amber Scratch, torna idealmente l’antico concetto di maglia di cortesia, quella che si indossa nelle gare di casa quando l’avversario ha colori troppo simili. Come divisa secondaria Virtus FC sceglie un inedito e brillante giallo ambra, ma l’identità Virtus non scompare: i sei giovani designer IED Milano l’hanno riservata alle maniche e al collo del modello Side di Erreà, su cui trionfa un design “a graffio” asimmetrico, che riporta sulla divisa sia i colori principali della squadra, sia l’anima competitiva e aggressiva che ha contraddistinto il club dal 2006.

La terza maglia del progetto – la divisa PXL Camo – abbandona le suddivisioni classiche proprie del mondo football (home, away & third, con quest’ultima a sposare un mood più lifestyle ed “estraneo” al campo stesso) per riavvicinarsi ai temi raccontati dalla nuova brand identity e ben rappresentati dal payoff Home Away From Home. È al tempo stesso una perfetta maglia Home/Away, in grado cioè di sostituire in qualunque momento sia la maglia di casa (identità) che quella away (cortesia).  Si caratterizza per una ardita fantasia camouflage rossa e blu, resa davvero unica da un procedimento di pixelamento.

Oltre il campo

Nel lavoro dei giovani designer IED ogni singola parte è stata presa e utilizzata anche in altri contesti, dai pattern al materiale per i social, al font. “Perché soffocare uno stemma, nato per stare su una maglia, in un mondo social? il Football Brand System ti dà la risposta: gli stessi concetti, la stessa identità, declinata in maniera diversa” – commenta il tutor Alberto Mariani. Così l’iconica V sormontata dal leone è stata adattata in maniera quasi naturale all’applicazione sui social media, creando poi un vero e proprio nuovo “codice” identificativo, VRTS 06, immaginato come linguaggio che strizza l’occhio al mondo street, al tempo libero, al gaming.