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Milano

Dicembre 12, 2018

Alta gioielleria: il presente e il futuro di Buccellati, con Andrea e Lucrezia

Mio padre Gianmaria aveva il dono del disegno. Credo che in qualche misura tale qualità sia stata ereditata da me e da mia figlia Lucrezia”. Così esordisce Andrea Buccellati, Presidente Onorario e Direttore Creativo della Buccellati Holding con sede a Milano, cui appartengono dal 2011 la Mario Buccellati (il marchio storico di alta gioielleria, fondato dal nonno Mario) e le società che nei vari Paesi del mondo a essa fanno capo: Buccellati France, Buccellati London, Buccellati USA, Buccellati Asia Pacific, oltre alle sedi produttive di Valbrona, di Chiasso e della provincia di Bologna.

Lo incontriamo nell’headquarter di via Mancini a Milano, in uno dei rari momenti  di libertà che l’incessante viaggiare per il mondo gli concede. “Una storia sicuramente complessa quella del nostro articolato nucleo famigliare. Nel 1951 mio nonno Mario, con la collaborazione del figlio Luca, inaugura il primo negozio Buccellati a New York, seguito, nel 1954, da un secondo negozio nella Quinta Strada. Durante tutto questo periodo di espansione, mio padre Gianmaria affianca nonno Mario in Italia e all’estero, e acquisisce grandi competenze di laboratorio, design e gestione commerciale in Italia, a Milano, Firenze, Roma. Per mio padre, quindi, dagli Stati Uniti il passo fu breve per il decollo verso il Giappone, Hong Kong e, di ritorno in Europa, Montecarlo e Parigi”, ricorda Andrea Buccellati.

La gioielleria aperta nella capitale francese in Place Vêndome a fine anni ’70 rimane uno dei maggiori orgogli della nostra famiglia”, sottolinea Andrea Buccellati, aggiungendo: “Oggi la nostra boutique parigina, che di recente è stata trasferita nell’attigua Rue de La Paix, continua a essere uno degli avamposti dello stile Buccellati nel mondo. Posso certamente affermare che fra i grandi nomi di Place Vendôme, il nostro è uno dei pochi che è riuscito a preservare la propria identità”.

Mantenere quell’identità di stile che vi ha resi famosi nel mondo cosa significa oggi per lei che porta sulle spalle la grande responsabilità del design del prodotto di gioielleria e oreficeria del brand? Ho cominciato a lavorare ‘a bottega’ con mio padre a sedici anni e questo è stato per me molto formativo. Mi ha permesso di interiorizzare con ancor maggiore efficacia ciò che sicuramente già apparteneva al mio DNA: il messaggio di stile che         scaturiva dalla sensibilità estetica tipica dei Buccellati e dall’amore per le tecniche antiche dell’incisione, dello sbalzo, del traforo che mio nonno aveva iniziato ad applicare già negli anni Venti, e aveva poi trasmesso ai figli e ai nipoti, seguendo tradizioni che dal mondo classico e dal Rinascimento erano giunte fino a lui”.

Dunque oggi i modelli continuano a non  discostarsi dal passato?  “Sì, ma sono interpretati secondo un gusto  dettato dal senso dell’essenzialità che mi è  particolarmente congeniale. Mia  figlia Lucrezia, soprattutto, sta attuando un rinnovamento del linguaggio Buccellati in funzione di una più facile    wearability, secondo una  politica di maggior accessibilità del prodotto e di un avvicinamento alle espressioni dell’arte moderna. E questo per quanto riguarda alcune collezioni disegnate da lei”.

Quali dunque le sue aree di azione? “Viaggio molto e in tutto il mondo per eventi e presentazione di collezioni, e poi mi occupo della parte creativa. Oggi conciliare il nostro stile, fatto di know­how artistico e tecnico, con le necessità di un mercato globale in continuo movimento, che richiede visioni molto ampie, comporta certamente molto impegno. Ma, grazie al fatto che il pubblico oggi cerca in misura sempre maggiore qualità e originalità, la fascia di mercato cui ci rivolgiamo rappresenta per noi una realtà non solo ben consolidata, ma anche in sviluppo”.

E per quanto riguarda il ruolo di Direttore Creativo?Conoscendo bene lo stile non mi è difficile colloquiare con i nostri artigiani, 250 circa tra interni ed esterni, di età media molto giovane, che sono la nostra vera ricchezza. Li seguo passo passo nell’applicazione delle loro doti di competenza tecnica e di manualità. Solo così può scaturire  quell’unicità che è la nostra forza.”

Dunque, pezzi unici o in piccole serie, e comunque  mai perfettamente uguali… “Sì, certo, per esempio i nostri ben noti bracciali cuff one­of­a­kind sono prodotti in non più di 50/70 esemplari all’anno. I modelli sono unici e sempre di nuova ideazione, con lavorazioni molto raffinate e complesse. Per esempio, per un bracciale cuff  l’incisione a bulino può durare 30/40 ore di lavoro…”.

IL GIOIELLO BUCCELLATI E LA NUOVA GENERAZIONE DI JEWELRY DESIGNER

A Lucrezia Buccellati è stato demandato il compito di misurarsi con una realtà  stilistica e  produttiva più che consolidata per proporre gioielli connotati da uno spirito “nuovo”. Residente da anni a New York, “base” da cui segue il mercato americano, è stata, tra l’altro, protagonista nel 2015 dell’inaugurazione dell’imponente flagstore su cinque piani in Madison Avenue.

Quali le idee che l’hanno guidata nel concept dei suoi gioielli?Rappresentare la quarta generazione in un’azienda famiLiare come la nostra è una grande responsabilità, anche perché si tratta di continuare  una tradizione  ormai giunta al suo centesimo anniversario. Ogni collezione deve mantenere il nostro DNA e reinterpretarlo attraverso un design più moderno e contemporaneo in linea con le tendenze  attuali e future. Nelle mie creazioni sono sempre presenti le lavorazioni uniche Buccellati, unite a un design che  cerca di soddisfare le donne di oggi e assecondare il loro modo di portare i gioielli. Quando devo disegnare una linea da indossare tutti i giorni mi ispiro sempre a persone della mia generazione o anche più giovani, con una particolare attenzione al modo in cui abbinano i gioielli al look. Quando disegno una collezione one-of­a­kind, invece, cerco sempre qualcosa di originale e inaspettato”.

Quali gli aspetti della tradizione orafa di famiglia che apprezza maggiormente? Sicuramente lo stretto contatto che da sempre c’è tra la nostra famiglia e gli artigiani, i quali hanno a loro volta tramandato le nostre tecniche rinascimentali di padre in figlio. Questo ci ha permesso fin dalle origini di creare gioielli di altissima qualità e di imprimere su ciascuno il nostro  stile inconfondibile”. 

Quali i vincoli che  le sono stati imposti e quali invece le “libertà creative”  che ha rivendicato? Essere fedeli al nostro stile avrebbe potuto essere un vincolo se non che, nel mio caso,  è qualcosa di innato essendo cresciuta in questo mondo. Ricordo che quando frequentavo il corso di Jewelry Design presso il Fashion Institute of Technology di New York, per allontanarmi dallo stile Buccellati, in modo da far emergere la mia vena creativa più profonda, mi assegnavano degli esercizi che per me  sono sempre stati la cosa più difficile. Fortunatamente mio padre, che è Direttore Creativo del Gruppo, mi dà molta libertà, il che mi ha permesso di creare ad esempio gli orecchini The Fall of Phaëton della collezione ‘Arte’,  e i gioielli in argento della collezione ‘Blossoms'”.

Vivere a New York è molto stimolante. Come si ripercuote questo nel design delle sue creazioni? Può fare qualche esempio? Vivere a New York, lontana dall’headquarter di Milano, inizialmente è stato faticoso, perché ha reso più complicata la progettazione dei disegni e la comunicazione con il cuore pulsante dell’azienda. Da un altro punto di vista, però, New York è una città stimolante, con moltissime opportunità che non potrei trovare altrove. Non a caso è nata qui la collezione ‘Arte’, composta da cinque pezzi unici ispirati a dipinti impressionisti. New York mi ha dato anche la possibilità di entrare  in contatto con celebrities e persone provenienti da mondi svariati (arte, moda, spettacolo) e con culture diverse, cosa che è sempre fonte di grande ispirazione, soprattutto nella creazione di pezzi speciali”.

Che cosa rappresenta il gioiello Buccellati oggi  nel mondo a parere di una persona che, come lei, ha una percezione internazionale del mercato e appartiene a una generazione molto sensibile ai  trend contemporanei? Il gioiello Buccellati è da sempre senza tempo. È per questo che cerco di non seguire troppo le tendenze che cambiano molto rapidamente, perché si rischierebbe di perdere quell’essenza timeless tipica dei nostri gioielli”.

*Intervista a cura di Alessandra Quattordio, giornalista e docente al Corso triennale di Jewelry Design IED Milano.