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Como

ottobre 20, 2021

Atiya Hyder ha vinto il contest “UPCYCLING-la moda si fa sostenibile”

È Atiya Hyder ad aggiudicarsi con l’outfit DIGI-CRAFT – modello che interpreta un concetto di sostenibilità capace di sfidare il tempo – il maggior numero di preferenze della community preloved Greenchic. Si è chiuso così il progetto ideato da Epson in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti Aldo Galli – IED Network e Greenchic che ha unito innovazione tecnologica, moda e sostenibilità ambientale e che ha coinvolto nove studenti del master in textile design in una sfida a colpi di creatività.

Obiettivo del progetto: coniugare moda, tecnologia e sostenibilità ambientale. Epson ha coinvolto i partner con l’obiettivo di aumentare e diffondere consapevolezza nei confronti della sostenibilità e di come si possa regalare una nuova storia, nell’ottica dell’economia circolare, a capi o oggetti, attraverso l’upcycling creativo.

Tutti gli studenti del master sono stati chiamati a interpretare il tema della sostenibilità  attraverso la realizzazione di modelli ispirati a stili, storie o figure rappresentativi di una cultura rispettosa del Pianeta. Dopo aver selezionato alcuni capi messi a disposizione da greenchic, i ragazzi hanno messo alla prova il proprio estro creativo e le proprie competenze di design con l’ausilio di una stampante a sublimazione Epson SureColor SC-F100, che ha permesso loro di concretizzare le proprie idee e reinventare gli abiti.

DIGI-CRAFT, progetto vincitore della competizione, si ispira alla tradizione artigiana del Pakistan. «Il vestito che ho creato – ha spiegato Atya Hader, la studentessa che ha presentato il modello più votato dalla community di greenchicvuole essere la rappresentazione di un antico mestiere che in Pakistan è noto come Ajrak, che risale al 1500 a.C.. Ajrak è un metodo di stampa tradizionale (e ovviamente sostenibile) a blocchi di legno che utilizza coloranti naturali quali henné, curcuma, indaco e robbia e che richiede tempo e pazienza. Un artigiano che mantenesse viva questa tradizione sarebbe per me un “Campione di sostenibilità”. 

Qui il video racconto del progetto