DesignXCommons è l’orientamento identificato per i bienni (corsi di Diploma accademico di Secondo Livello - DASL) proposti da IED - Istituto Europeo di Design.
 

All'interno dei bienni gli studenti ampliano le competenze tecniche e culturali acquisite nei percorsi di primo livello, approfondiscono un pensiero critico autonomo rispetto alle urgenti sfide del presente e sviluppano un approccio progettuale capace di contribuire a cambiamenti significativi, riconoscendo l’interdipendenza tra le decisioni progettuali e l'impatto su persone, società e ambiente.

Il mondo in cui viviamo è sempre più interconnesso, le risorse sempre più limitate e molti luoghi sono il palcoscenico di crescenti ingiustizie eco-sociali. In questo scenario, IED considera il design come una piattaforma trasformativa che contribuisce a un mondo più equo e resiliente, rispondendo alle mutevoli esigenze della società e dell’ambiente, adeguandosi – ma anche hackerando - le tecnologie emergenti. L'obiettivo comune è di formulare nuove domande progettuali anticipando le sfide future e di individuare settori emergenti.

I bienni IED si fondano sul concetto di DesignXCommons, cioè la progettazione applicata alla definizione, alla rigenerazione, all’implementazione, all’integrazione e alla condivisione dei beni comuni (commons). I beni comuni sono definiti come l’insieme delle risorse, materiali e immateriali, con cui si relazionano più comunità di persone e che possono quindi essere considerate patrimonio collettivo dell’umanità. Esempi di beni comuni sono la terra, l’acqua, le foreste e persino l’atmosfera, il clima, la biodiversità, ma anche la conoscenza, i brevetti, i saperi locali, internet, il sistema dei trasporti, la sanità, la sicurezza alimentare e sociale.

L'atto stesso di produrre, gestire, condividere e distribuire le risorse comuni è ciò che si definisce commoning, che è quindi un atto progettuale, che prevede lo sviluppo di proposizioni attive tra un bene comune (commons) e uno o più commoners (comunità).

Valutare le modalità in cui i beni comuni vengono approvvigionati, lavorati, applicati e distribuiti richiede un’attenzione particolare e nei corsi DASL di IED diventa un focus progettuale che riguarda, ad esempio:  

  • il progetto e l’applicazione di materiali e fibre sostenibili nell’ambito del design, della moda, del prodotto e degli interni ;
  • l’utilizzo di tecnologie progettuali e produttive a supporto di metodi rigenerativi e di pratiche circolari;
  • il design degli interni come ecologia dell’abitare - individuale e collettivo - che genera spazio fisico e mentale impiegando risorse materiali e immateriali condivise;
  • l’inclusione delle comunità nella progettazione di nuovi dispositivi e luoghi pubblici nel più esteso progetto di rigenerazione urbana e della mobilità concepita come intreccio interdisciplinare di rapporti con la società, in grado di modellare le strutture sociali;
  • la generazione di piattaforme di scambio che rivitalizzano il patrimonio artistico culturale inteso come sistema di commons;
  • la costruzione di mondi post-digitali dove il sapere della natura si integra pienamente con il sapere della tecnologia e dove il rapporto uomo-macchina è inteso come forma di alleanza etico-materiale per esperienze immersive e transmediali;
  • la progettazione consapevole dei contesti naturali e culturali in cui si opera e capace di instaurare nuovi dialoghi tra innovazione e tradizione, tra la dimensione locale e quella globale;
  • la creazione di condizioni per la convivenza interspecie all’interno di ecosistemi naturali e urbani attraverso una progettazione transdisciplinare per, con, da altre specie viventi;
  • l’interpretazione di dati e informazioni per tradurre la complessità del presente in narrazioni accessibili e inclusive.

Inserire alla base dei bienni IED la prospettiva dei commons significa constatare quanto il design abbia sempre avuto (e continui ad avere) un fondamentale ruolo di equilibratore sociale nel rendere accessibile a tutti un futuro più equo - sia questo legato ai temi di diversità, comunità o disponibilità delle risorse e dei servizi.
Una visione che si traduce in IED in un ambiente di apprendimento continuo e dinamico, dove gli studenti prendono parte attiva in progetti interdisciplinari insieme a esperti di diversi settori, sperimentano metodologie innovative, modelli di governance partecipativa e pratiche sostenibili, essenziali per il successo di interventi trasformativi e della gestione dei beni comuni.

I beni comuni sono definiti come l’insieme delle risorse, materiali e immateriali, con cui si relazionano più comunità di persone e che possono quindi essere considerate patrimonio collettivo dell’umanità.

 

Esempi di beni comuni sono la terra, l’acqua, le foreste e persino l’atmosfera, il clima, la biodiversità, ma rientrano in questa categoria anche le conoscenze, i brevetti, i saperi locali, internet, il sistema dei trasporti, la sanità, la sicurezza alimentare e sociale.
Come riconoscere, gestire, condividere, distribuire le risorse comuni è un atto progettuale chiamato Commoning: una pratica di progettazione collaborativa che mette in relazione la comunità con i beni di cui si prende cura. Questo processo dinamico trasforma non solo gli spazi e le risorse, ma anche le persone coinvolte, ridefinendo il significato di design per i beni comuni e il ruolo del co-design nella creazione di soluzioni sostenibili e condivise.

Notizie, eventi e contenuti di approfondimento

>>> IED Original Podcast - DesignXCommons

A bordo di un campervan, Matilde Losi ospita designer e menti fuori dal comune per raccontare modi e mondi più equi. Un podcast itinerante sul design, promosso da IED, che racconta di intuizioni e idee virtuose in grado di migliorare le cose.